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Il romanzo di Rossano si apre con un doppio
sogno, quello del male e quello del bene. Ma
entrambi sono pregnati da inquietudini ed amarezze. Il
primo sogno termina con:"Lui si sente la mano umida, come
se fosse bagnata, le getta uno sguardo distratto: E' lorda di sangue"
Ecco su questa semplice frase si dipana la storia di
Jarno Chasseur, un detective privato dal passato tumultuoso e
tragico (ex schermidore, ex poliziotto, una compagna morta in modo
terribile e misterioso). Quando gli capita tra le mani quello che
sembrerebbe un normale caso di infedeltà coniugale, il passato si
ripresenta improvvisamente e brutalmente a scuoterlo dalla
depressione dov’è precipitato.
Sullo sfondo di una Torino del prossimo futuro, con
puntate tra Montecarlo, Milano e Genova, la storia si dipana
inesorabilmente verso un imprevedibile e tragico finale (dalla
quarta di copertina).
Rossano ha la prerogativa di disegnarci
con perfetta coerenza quella che è la società odierna,
messa sotto accusa con tutte le sue implicazioni.
Simboli tratti dalla cronaca nera
quotidiana, allusioni ai fattori che incombono
drammaticamente sulla nostra vita, servono a Rossano
per esercitare la sua azione polemica, con particolare
rudezza, con una svelata intenzione di colpire a fondo, senza mezzi
termini.
Un giallo atipico, con molti “cattivi” e nessun
eroe senza macchia e paura. Così nella quarta di copertina.
Aggiungerei, un noir atipico, sviluppato con richiami alla
realtà italiana, ma lo sviluppo della trama sa prendere anche altre
vie, in un'impietosa e persino acida rappresentazione della realtà,
che, però, raggiunge in pieno il suo scopo di denuncia.
Dai suoi personaggi si sviluppa violenza,
tensione, energia, peraltro ingabbiate entro blocchi le
cui lacerazioni sono chiara testimonianza delle ansie che affliggono
sia i buoni che i cattivi. Perchè, poi, non dimentichiamoci che
anche i cattivi hanno un'anima, seppur nera.
Rossano adotta nella sua narrazione la
scomposizione circolare degli avvenimenti, nel senso che gli stessi
sono visti da vari punti di vista. Egli tende a cogliere dai fatti
gli aspetti emozionali.
Difficile dare un'esatta definizione della tecnica
narrativa di Rossano. Una cosa è certa: il romanzo si fa leggere
in un soffio. E non manca la componente erotica.
Livorno, 21 marzo 2007
Horror Crime
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