Storia Illustrata dell'Architettura - Architettura Greca

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Dizionario delle Opere Architettoniche: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 

Data la posizione geografica, la storia e i costumi della Grecia è facile capire come l'arte greca abbia potuto assurgere all'ideale della perfezione.

 

La svariata bellezza dei paesaggi, il clima temperato, lo spettacolo continuo del mare azzurro, i limpidi contorni di tutte le cose abituarono il popolo greco alla luce, alla proporzione, alla chiarezza e all'armonia.

 

La razza greca inoltre era anche dotata di beltà fisica poiché si abituavano i Greci fin dall'infanzia all'educazione del corpo, educazione governata da leggi ed elevata a istituzione religiosa e sociale; si capisce dunque come poterono creare il tipo perfetto della bellezza maschile e femminile.

 

Sebbene formanti nuclei divisi gli uni dagli altri, i popoli greci si riunivano spesso nelle grandi feste nazionali, in special modo a Corinto e in Olimpia, e facevano a gara per distinguersi, sia nei giuochi ginnici, sia in gare poetiche e musicali o in opere d'arte.

 

Gli scultori più famosi ne immortalarono con statue i trionfatori. A tutto ciò si aggiungano: le istituzioni politiche eminentemente democratiche, in cui l'individuo aveva valore; una libertà molto grande, sebbene frenata da severe leggi; la possibilità di raggiungere alte cariche da parte di tutti; la stima e l'ammirazione unanime, che si tribuna all'ingegno.

 

Bisogna infine tener conto dell'influenza esercitata dalla loro religione, per cui i greci non pensavano tanto alla vita ultramondana, quanto a godere in questo mondo; non avevano il terrore delle divinità, anzi le umanizzavano sia fisicamente che moralmente: non avevano sacerdoti che li impaurissero o li tenessero rinchiusi, come in una ferrea stretta, nell'ignoranza, non libri sacri: i soli poeti raccontavano e tramandavano le gesta dei loro dei.

 

 

 

Porta del leone - Micene

 

Anche la schiavitù contribuì non poco allo sviluppo della civiltà greca, poiché i liberi potevano completamente dedicarsi agli studi e all'educazione fisica, mentre il commercio ed i lavori manuali venivano esercitati soltanto dagli schiavi.

 

Da tutto ciò si rileva la gran differenza che esiste fra i Greci e i popoli orientali: presso questi i re sono tiranni e terribili conquistatori, in ogni caso padroni crudeli e feroci di tutto il popolo, gli dei sono spaventevoli e mostruosi, i sacerdoti aumentano i terrori del popolo con superstizioni e continue pratiche religiose; infine la visione continua delle sterminate pianure, dei fiumi colossali, fecero tendere al grandioso ed all'enorme.

 

La civiltà greca si sviluppò in special modo dopo l'invasione dei Dori (1100 a.C.), che occuparono quasi tutto il Peloponneso, mentre gli Ioni si ritirarono sulle coste orientali, cioè nell'Attica, od emigrarono sulle coste dell'Asia Minore e sulle isole dell'Egeo, e gli Achei si stabilirono sulle coste settentrionali.

 

Ma i primi abitatori della Grecia furono forse i Pelasgi: ad essi si attribuiscono le numerose mura, i cui resti ancora si ammirano in molte città della Grecia, e che, per i grandi massi che le compongono, furono chiamate ciclopiche.

 

I massi di queste mura aderiscono l'uno all'altro senza cemento e sono disposti orizzontalmente.

 

Famose sono le mura di Micene nell'Argolide in cui si trova la ancor più famosa porta dei Leoni con un enorme architrave monolitico, su cui poggia un sasso di forma triangolare che porta scolpiti due leoni rampanti ai lati di una colonna: è la scultura più antica di Europa.

 

A questo genere di costruzioni appartengono i nuraghi dell'isola di Sardegna, di cui tanto si parla e di cui ancora non si è precisato quale ne sia stato l'uso.

 

Accanto alla porta dei Leoni di Micene è da ricordarsi il tesoro di Atreo, costruzione composta anch'essa di massi granitici formanti una cupola.

 

Verso il 1870 furono scoperte pure a Micene e a Tirinto resti di palazzi adorni di pitture decorative. Sembra tuttavia che questi non siano i più antichi avanzi dell'età eroica; infatti nell'isola di Creta furono scoperti recentemente da una missione inglese e da una italiana resti di meravigliosi palazzi, che pare risalgano a 2000 anni a. C., oltre a molti oggetti di oro, bronzo e marmo, che sono certamente indice di un'antichissima civiltà Cretese o Minossica.

 

Di tali palazzi ben poco rimane, ma dalla loro ricostruzione ideale possiamo persuaderci come rispondano al vero le meravigliose descrizioni dei palazzi greci, che si leggono nell'Iliade è nell'Odissea.

 

L'architettura greca del periodo storico trova la sua più perfetta esplicazione nel tempio: il tempio greco, molto più piccolo dei templi orientali, dai quali tuttavia trae origine, è fatto esclusivamente per contenere il simulacro del Dio.

 

Suo scopo non è quello di atterrire la popolazione; deve anzi appagare il senso estetico.

 

Sorgono col tempio i tre stili architettonici corrispondenti alle tre razze greche, in mezzo a cui nacquero: il dorico forte, robusto e severo, l'ionico tanto gentile che fu chiamato femmineo, il corintio, più ricco, usato solo nelle costruzioni più piccole.

 

 

Porta del leone - Micene

 

Il tempio prendeva varie denominazioni a seconda della posizione delle colonne, onde abbiamo:

 

a) il tempio in antis che fu il primo tipo a sorgere, con due colonne e due pilastri (ante) che sono la continuazione dei muri laterali sulla facciata;

 

b) doppiamente in antis, se la facciata posteriore ha le ante;

 

c) prostilo se alle ante o pilastri della facciata anteriore si sostituiscono le colonne;

 

d) amphiprostilo se le colonne si sostituiscono alle ante anche posteriormente;

 

e) periplero se ha una fila di colonne tutt'intorno;

 

f) diptero se ha una doppia fila di colonne;

 

g) pseudo diptero se il tempio ha una sola fila di colonne, ma distanti dalla parete per due intercolunni.

 

 

Tempio di Apollo - VI secolo a.C.

Corinto - Grecia

 

Il tempio prende ancora denominazioni speciali secondo che il pronao (o parte anteriore del tempio) ha quattro, sei, otto, dieci o dodici colonne e si chiama tetrastilo, esastilo, ottastilo, decastilo, dodecastilo.

 

Infine si ha il pseudo-periptero se le colonne invece di essere isolate sono incastrate nel muro.

 

Il tempio generalmente comprende una cella che contiene la statua del Dio: se la cella è scoperta prende il nome di ipetro.

 

Gli stili od ordini greci, come pure i romani, furono chiamati classici per la loro perfezione, sicché servirono e servono tuttora di modello all'architettura, e si chiamano ordini per significare la disposizione perfetta delle parti che li compongono.

 

Un ordine consta di tre parti principali: basamento, colonna e trabeazione.

 

Sul piedestallo o basamento, che però usarono solo i Romani, adorno di modanature, poggia la base della colonna: questa ha per lo più, a una certa altezza, un leggero rigonfiamento che si chiama rastremazione o entasi.

 

Sulla colonna sta il capitello e su questo poggia la trabeazione composta di architrave, fregio o zooforo e cornice anch'essa adorna di modanature.

 

Il tetto poggia sulla cornice, che anteriormente e posteriormente forma un triangolo che chiamasi frontone, e la parte interna timpano.

 

Sul frontone esistono dei piccoli mattoni ornati, che si chiamano antefisse e sul culmine altri mattoni ornati più grandi, chiamati acroteri.

 

L'ordine dorico greco (da distinguersi dal dorico romano) è il più antico. La sua colonna è molto robusta, striata longitudinalmente da sedici a venti scanalature a spigolo, e poggia direttamente sullo stilobate o rialzo.

 

Il capitello consta di una modanatura incavata detta collarino o ipotrachelio, di tre listelli e di un echino o toro sormontato dall'abaco o pietra quadrata su cui poggia l'architrave, che è liscio, separato per mezzo di un listello (tenia) dal fregio il quale è ornato di triglifì, cioè pietre aventi due scanalature longitudinali, cui corrispondono sei gocce, e di metope cioè di spazi tra i triglifi.

 

La cornice è composta di mutuli (lastre disposte orizzontalmente, un po' inclinate) ornati di tre file di sei gocce ciascuno, del gocciolatoio e di una gola.

 

Le diverse parti architettoniche erano colorate: i triglifi e i mutuli erano azzurri, le metope e il timpano rossi.

Esistono numerosissimi avanzi dei monumenti in stile dorico; i più antichi sono quelli di Zeus ad Agrigento, di Apollo a Delfo, di Zeus in Olimpia, oltre molti altri in Atene, Eleusi, Nemea e Pergamo.

 

Il più bello di tutti però e il più famoso è il Partenone sull'acropoli di Atene, degli architetti Ictino e Callicrate, ornato da Fidia: la creazione più bella dell'architettura greca del tempo di Pericle, tempio ottastilo, periptero, ipetro.

 

Il dorico romano differisce nella cornice: inoltre nella colonna v'è la base e nel cornicione i dentelli.

 

L'ordine ionico, che chiamavano androgino, perché più femmineo, cioè più elegante e delicato, si compone di piedestallo, colonna con base e capitello a volute.

 

La colonna è striata longitudinalmente da 24 scanalature non a spigolo, come nel dorico, ma a semicerchi.

 

 

Spaccato di Tomba Micenea

L'architrave è diviso in tre parti e nel fregio scompaiono le metope ed i triglifi, per dar luogo ad un ornato sfarzoso: infine la cornice è munita di dentelli e ricca di modanature quasi tutte decorate.

 

I più bei templi di questo stile erano l'Ereo di Samo del VI secolo, il Tesoro di Cnido che invece di colonne, ha delle statue femminili, come pure l'Eretteo sull'acropoli di Atene, e il tempio di Atena Nike pure nell'acropoli suddetta.

 

Dello stesso stile era anche il Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico.

 

L'ultimo dei tre ordini greci ritenuto generalmente il più recente, mentre forse è antico quanto gli altri, è il corintio, il quale è straordinariamente ricco ed elegante.

 

Ha basamento con numerose modanature, colonna con ricca base, scanalata come la ionica e sottile, adorna di capitello che caratterizza lo stile e cioè a forma di calice rovesciato e ornato da una triplice corona di foglie di acanto e sormontato da piccole volute.

 

L'architrave è tripartito, il fregio riccamente ornato, la cornice ricca pur essa di un nuovo elemento, cioè i modiglioni o mensole.

 

Esempio di stile corintio si trova nel Monumento coregico di Lisicrate in Atene, nel Rotondo di Epidauro e nella Torre dei venti pure in Atene.

 

Nell'ornamentazione i greci furono insuperabili sia per invenzione come per eleganza e purezza di disegno.

 

Si traevano i modelli dalla flora locale è cioè dall'aloe, dal caprifoglio e dall'acanto, geometrizzando ed illeggiadrendo i modelli.

 

L'ornato greco si conosce per i suoi contorni quasi sempre spinosi.

 

Anche la scultura propriamente detti servì a completare le opere architettoniche, sicché le metope, ed i frontoni specialmente, si decorarono con bassorilievi e statue.

 

 

 

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