Storia Illustrata dell'Architettura - Architettura Etrusca e Romana

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Dizionario delle Opere Architettoniche: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 

L'antica Etruria corrisponde all'odierna Toscana. È controversa l'origine degli Etruschi, si crede però generalmente che si tratti di un popolo della Libia emigrato in Italia.

 

Infatti la lugubre e triste religione, il culto dei morti e molte altre usanze lo fanno rassomigliare ai popoli orientali; più tardi però subisce l'influsso della Magna Grecia.

 

Gli Etruschi furono buoni navigatori, commercianti e soprattutto forti lavoratori, ottimi ingegneri e tanto progrediti nell'arte che si formarono uno stile proprio.

 

Caratteristica delle costruzioni etrusche è la volta ad arco, passata poi in retaggio ai Romani, di cui abbiamo moltissimi esempi, fra i quali la celebre Cloaca massima, costruita da Etruschi in Roma.

 

Il tempio etrusco, di cui però non resta traccia, pare fosse su base quadrata con tre celle parallele, con accesso da un portico a filari di colonne.

 

Data la distanza delle colonne, si suppone che la trabeazione fosse di legno. La stile di questi templi, detto toscano, consta di piedestallo con basamento, dado e cimasa, di colonna con base, composta di listello toro e plinto, fusto senza scanalature e capitello di poco dissimile dal dorico, ma più semplice, e di trabeazione con architrave, fregio e cornice.

 

Il frontone pare fosse decorato con bassorilievi in terracotta. Altra costruzione degli Etruschi, di cui tracce innumerevoli si trovano ancora a Corneto, Tarquinia e Vulci, sono i sepolcri a foggia di ipogei, come gli orientali, con decorazioni pittoriche originalissime, e di sculture che si avvicinano molto alle egizie, per lo più in terracotta.

 

Non è da meravigliarsi che Roma, arrivata ad uno stato di così grande civiltà e potenza, non abbia avuto un'arte così perfetta come la greca.

 

Il popolo romano, essenzialmente guerriero e giurista, dapprima avversò l'arte in genere, lasciando che vi si dedicassero gli schiavi.

 

Solo l'architettura, forse perché tra gli architetti vi erano i militari, che erano liberi, fu tenuta in maggior conto e fu chiamata arte liberale.

 

Altra ragione è che il romano, popolo massimamente utilitario, rivolse i fini dell'arte a proprio tornaconto.

 

L'arte romana fu da principio essenzialmente etrusca, poi etrusca e greca fuse insieme; infatti in architettura si usò l'arco etrusco e la colonna greca nello stesso edificio.

 

Caratteristiche dell'architettura romana sono lo sfarzo e la grandiosità, l'introduzione della volta, di cui si hanno tre tipi: a botte, a crociera e a cupola, e la creazione di un nuovo ordine, il composito che è un corinzio più ricco di modanature, intagliate pomposamente, con capitello che è un misto di corinzio e ionico.

 

Altre innovazioni sono il piedestallo e l'attico, il piedestallo in sostituzione dello stilobate, l'attico coesistente in una sopraelevazione della facciata oltre il cornicione, e la sovrapposizione degli ordini che permetteva di elevare fabbriche ad altezze smisurate.

 

Si hanno rari ed incerti avanzi di opere architettoniche del tempo dei re: si ricordano il Carcere Mamertino, la Cloaca Massima e il Tempio di Giove nel colle Capitolino.

 

Le costruzioni più importanti del periodo aureo sono i templi, le basiliche, le tombe, gli acquedotti, i fori, gli archi di trionfo, terme e teatri.

 

I templi più antichi erano costruiti a imitazione dei greci, a base rettangolare, ornati di colonne.

 

Il tempio a Giove Capitolino, già ricordato, era opera di artisti etruschi. Sono ancora da ricordarsi: il Tempio della Fortuna virile, d'ordine ionico, della Concordia, e quelli sorti più tardi di Venere e Roma, di Castore e Polluce, ecc.

 

I romani edificarono anche templi circolari, che erano peripteri, cioè con cella;, come il Tempio di Vesta, o monopteri, cioè con solo colonnato, oppure a rotonda e con porticato da un solo lato, come il Pantheon, il famoso tempio che ancora resta a noi e che, pur essendo il tipo di monumento essenzialmente romano, pure è la prova vivente dell'influenza greca sull'arte romana.

 

 

Tombe romane a Pompei

Le basiliche erano anch'esse dei templi a navate e porticati, che servivano a trattare gli affari e ad amministrare la giustizia.

 

Si ricordano le basiliche Iulia, Emilia e Costantina.

 

Le colonne onorarie erano isolate e avevano lo scopo di ricordare qualche nobile impresa o la vita di un uomo illustre.

 

Delle tante che si ergevano nel foro romano non resta che quella di Foca.

 

Famose sono pure le rostrate e quelle di Antonino e di Traiano.

 

I fori erano luoghi dove si raccoglievano i romani, che poi li circondavano e ornavano man mano di portici, templi, basiliche, colonne, archi e statue equestri, come il Foro Traiano, il più bello e il più sfarzoso di tutti e dove sorge la colonna omonima, quello di Cesare, di Augusto, di Vespasiano e di Nerva, per la restaurazione dei quali si lavora ancora.

 

Gli archi di trionfo erano monumenti caratteristici dei romani, consistenti in una o più porte ad arco, decorate di bassorilievi.

 

Esistono ancora in buonissimo stato quelli di Tito, di Settimio Severo e di Costantino, oltre agli altri innumerevoli che i romani lasciarono sparsi per il mondo.

 

Le terme erano edifici destinati ai bagni pubblici. I resti che ancora abbiamo ci possono dare un'idea della bellezza e grandiosità veramente imponente di queste costruzioni.

 

Le più importanti sono quelle di Caracalla, di Tito e di Diocleziano.

 

Altre costruzioni notevolissime erano i teatri e i circhi, per lo più fatti ad imitazione dei greci.

 

Il più antico era quello di Pompeo. Gli anfiteatri erano a base ellittica destinati ai combattimenti di gladiatori e di bestie feroci.

 

Fra tutti quelli che i romani costruirono, dentro e fuori di Roma, il più bello e il più imponente è l'Anfiteatro Flavio o Colosseo.

 

Altra costruzione romana interessantissima è l'abitazione civile, di cui bellissimi esemplari rimangono a Pompei.

 

Si componeva per lo più di un vestibulum da cui si accedeva all'atrium, che se era scoperto si chiamava complumum.

 

Attorno a questo erano disposte le camere da letto o cubicula e da pranzo o triplinium, biblioteche, musei, gli appartamenti per la servitù e cucina.

 

Altri monumenti meno belli, ma più imponenti dei greci, e di forme più svariate, erano le tombe come quelle di Cecilia Metella, di Caio Cestio, il Mausoleo d'Augusto e quello di Adriano ora Castel Sant'Angelo.

 

Altre tombe caratteristiche erano i columbaria formate da nicchie sovrapposte, per lo più sotterranee, che servivano per schiavi o corporazioni religiose.

 

L'ornato romano differisce sostanzialmente dal greco e corrisponde al carattere grandioso che ha tutta l'arte romana.

 

Il fogliame è tumido, arrotondato, si svolge a capriccio e molto spesso è frammisto a frutta, fiori, crani di bue o di cavallo, teste di uccelli, e ne risulta un tutto sopraccarico; se però alle volte riesce monotono pure ha il pregio di avere un carattere proprio.

 

Un genere di scultura decorativa che fiorì a Roma, producendo meravigliosi esempi fu il bassorilievo, e ciò si spiega pensando al bisogno che avevano i romani di tramandare ai posteri la loro civiltà e le loro magnifiche gesta, il che non potevano far meglio che scolpendole nel marmo.

 

Abbiamo così numerosissimi e bellissimi bassorilievi sparsi in quasi tutti i monumenti, ma in modo speciale negli archi e nelle colonne.

 

Da ricordarsi quelli delle colonne Traiana ed Antonina e dell'Ara Pacis, che era un grande altare dedicato alla pace Augusta.

 

A Roma anche la pittura fu essenzialmente decorativa: si usò, in genere, per le pareti l'affresco a tempera, cioè a colori preparati con sostanze gommose, e l'encausto, cioè colori preparati con cera ed oli.

 

Questo genere di pittura si può dividere in 4 periodi:

 

1°, imitazione del marmo;

2°, imitazione di edifici architettonici, e ciò per dare maggiore vastità alle sale;

3°, semplicemente decorativa;

4°, la fusione del secondo e del terzo.

 

Al secondo stile appartengono le pitture trovate nella Casa di Livia, sul Palatino, al terzo e al quarto gli affreschi di Pompei.

 

Quasi tutte le pitture rappresentano scene mitologiche, come ad esempio : Io, Ermes ed Argo, Leucoteo e Bacco, Ifigenia in Tauride, la caduta di Icaro, Giove e Danae, ecc.

 

Gloria e vanto essenzialmente romani furono i mosaici, che rivestivano pareti e specialmente pavimenti; essi si distinguono, secondo la loro composizione, in Opus Signicum, se i sassolini sono disposti su di un fondo dello stesso colore, Tessellatum, se i sassolini sono della stessa forma ma di diverso colore, Sedile, se di varia forma, Vermicellatum, se sono allungati.

 

Dalle rovine dell'arte romana sboccia, dopo un'età di transizione, l'arte romanza.

 

 

 

 

 

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