Storia Illustrata dell'Architettura - Architettura Bizantina

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Dizionario delle Opere Architettoniche: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 

Quando Costantino verso il 330 dopo Cristo creò Bisanzio capitale dell'impero romano d'oriente, vi si trasportarono anche gli artisti e tutta la magnificenza romana.

 

Perciò l'arte bizantina fu dapprima un'imitazione della romana, ma ne nacque subito una nuova derivata dalla fusione della latina colle vicine orientali e caratterizzata da uno splendore di marmi, ori, avori, che rispecchia perfettamente la vita di quella corte e toccò il suo apogeo sotto Giustiniano.

 

Decadde al tempo degli iconoclasti (distruttori delle immagini) ma si rialzò ed ebbe ancora un secolo di splendore, sotto il regime degli imperatori macedoni e fino al 1000 fu la sola arte che dettò le sue leggi non solo in oriente ma anche in occidente.

 

Particolarità essenziali dell'arte bizantina sono l'arco e la cupola. La prima idea che suscita la vista di una chiesa bizantina è di un cubo sormontate da una calotta sferica, quindi la pianta ne è un quadrato e la cupola centrale è sostenuta invece che da un muro circolare, come nelle costruzioni romane, da quattro o da otto pilastri, e ad essa si appoggiano due o quattro mezze cupole.

 

Certe volte sotto gli archi che sostengono la cupola, si costruivano delle gallerie per le donne, mentre per i catecumeni e i penitenti si costruivano dei portici speciali.

 

Le colonne come sostegno sono abolite, non sono che decorative e sostengono talvolta qualche galleria o tribuna.

 

Gli ornamenti interni sono di un lusso tutto orientale, i muri ricoperti di ricchi marmi e i mosaici risplendenti di oro.

 

L'ornato architettonico appartenente a questo periodo è facilmente riconoscibile perché consiste quasi sempre in bassorilievi quasi piatti a intrecci geometrici, disegnati con somma precisione ed eleganza.

 

I capitelli più in uso sono derivati dal corinzio, sono ridotti a un tronco di cono capovolto, sormontato da un tronco di piramide che si chiama pulvino, che regge l'arco, ornati entrambi geometricamente.

 

Il mosaico ebbe parte grandissima nella decorazione, ma le figure in esso rappresentate, sebbene vestite sfarzosamente, risentono un po' troppo dell'ascetismo delle figure cristiane, sono cioè scarne e pallide.

 

Appartengono pure a questo periodo i seggi e gli stalli in avorio traforato, i cancelli, i dittici anch'essi in avorio e i paliotti di oro e argento cesellato.

 

La più importante costruzione bizantina è la chiesa di S. Sofia costruita da Antemio di Tralle e Isidoro di Mileto per ordine di Giustiniano dal 532 al 537 secondo gli uni e dal 530 al 535 secondo gli altri.

 

I suoi magnifici mosaici furono tutti imbiancati quando si trasformò in moschea. In Italia, sia per le relazioni commerciali, sia per i domini che i bizantini vi ebbero, restano splendidi esempi di quest'arte.

 

Infatti Ravenna che fu per un lungo periodo metropoli bizantina, è piena di ricordi di quell'epoca: basta ricordare la chiesa di S. Vitale, S. Apollinare in Classe e S. Apollinare Nuovo.

 

Sono anche da ricordarsi a Milano la chiesa di S. Lorenzo, a Venezia la chiesa di S. Marco, la cosidetta basilica d'oro per il bellissimi e sfolgoranti mosaici, eretta verso il 1000 in schietto stile bizantino, riflesso delle relazioni commerciali che Venezia aveva con Costantinopoli.

 

In Sicilia, Calabria e Puglia ben poco resta dell'arte bizantina, il che si spiega con la susseguente supremazia arabo-moresca: non bisogna però dimenticare S. Cataldo e S. Maria dell'Ammiraglio a Palermo.

 

Fuori d'Italia sono degne di nota la cattedrale di Aquisgrana edificata da Carlomagno, la cappella del palazzo di Carlomagno ad Aix e qualche chiesa del Perigord e dell'Angoumois.

 

Dopo che l'arte bizantina in occidente si era già trasformata in arte medioevale per eccellenza, la romanza, passò nell'Armenia e nella Russia dove si mantiene tuttora sebbene in forma degenerata.

 

Della pittura bizantina non restano che delle miniature, poche ma bellissime e tuttora fresche e delicate.

 

 

 

 

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