Storia Illustrata dell'Architettura - Architettura Romanza

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Dizionario delle Opere Architettoniche: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 

Lo Stile dell'Architettura Romanza di Alfredo Melani

 

Verso il 1000, dopo le invasioni barbariche l'arte risorge e si rinnova, e in quell'epoca viene chiamata romanza o romanica come romanze furono chiamate le lingue che nacquero dalla latina.

 

Le cause che determinarono questo rinascimento debbono ricercarsi in modo speciale nel rifiorire delle industrie e del commercio, nelle Crociate, che misero in comunicazione l'Italia con l'Oriente, nel dissolversi del feudalesimo e quindi nella costituzione dei comuni, nel misticismo francescano, nello studio della giurisprudenza estesa a tutti, e infine nel trionfo della borghesia.

 

L'arte che i romani avevano imposto in occidente non si era del tutto spenta, ma, come abbiamo detto, i cristiani ne avevano largamente imitato l'architettura. Ora dalla fusione appunto dell'arte romana colla bizantina, portata in Italia dagli artisti greci nasce l'arte romanza.

 

In questo periodo trionfa l'architettura: la scultura e la pittura non arrivano al livello dell'arte sorella, anzi restano puramente decorative. Il periodo in cui si svolse l'arte romanza va dal X al XII secolo e si afferma specialmente nella costruzione delle chiese, costruzione dovuta a maestranze o società di muratori in Italia, a ordini monastici in Francia e in Germania. La chiesa cristiana aveva copertura in legno, cosa che provocava non pochi incendi.

 

Nell'epoca romanza si fabbricò la volta a botte e siccome la volta faceva maggior pressione e spinta alle pareti laterali, si trasformarono così anche i muri, che furono più robusti non solo, ma rinvigoriti da contraffarti, e si sostituirono le colonne con pilastri più atti a sostenere la spinta degli archi di sesto fieno, come gli archi romani.

 

In quanto alla pianta delle chiese essa è quasi sempre a croce latina, per lo più a tre navate e la navata due volte più grande del coro. L'altare è sollevato di qualche gradino, per lasciare posto ad una cappella sotterranea detta cripta.

 

Notevole è la disposizione delle chiese in questo periodo e cioè il coro ad est, le braccia della croce a nord e a sud. La facciata ha una o tre porte dapprima molto semplici, poi smussate e ornate di cordoni, arabeschi o colonne a spirale sormontate per lo più da una galleria e su questa il rosone traforato di bellissimo effetto. I muri tutt'intorno finiscono quasi sempre con un fregio archeggiato, cioè con archetti di eguale misura, talvolta intrecciati.

 

Altra caratteristica di quest'epoca sono i campanili a base quadrata, anticamente distaccati dalla chiesa, poi facenti parte della chiesa stessa, variamente disposti, ora sulla facciata, ora lateralmente, ora nel centro, ora nella parte posteriore.

 

L'ornato romanico è schiavo della linea architettonica, piuttosto rigido, geometrizzato e molto rassomigliante al bizantino nel primo periodo: più tardi si addolcisce, si accartoccia, trae motivo dalla flora, prepara insomma la via all'ornato gotico.

 

Si può quindi distinguere l'ornato di questo periodo in tre specie: ornato lineare geometrico, cioè nastri, meandri, intrecci vari cosparsi di perlette e punte di diamante; ornato di foglie convenzionali a costole profonde; ornato rappresentante figure di uomini e d'animali, per lo più simbolici.

 

Questi ornati disposti sui capitelli, sulle basi delle colonne e in altre parti architettoniche offrono nell'insieme un effetto di semplicità e buon gusto. Si suol distinguere l'arte romanza in tre periodi: il primordiale o primitivo, l'elegante o secondario dal 1000 al 1200, il tardo o terziario dal 1200 al 1250 circa: quest'ultimo si confonde spesso col gotico primitivo, cosa del resto comune in due stili che si susseguono.

 

Dando un rapido sguardo ai principali monumenti fuori d'Italia notiamo: In Francia, del periodo primordiale, la chiesa di S. Benigne a Digione, di Notre Dame a Poitiers, di Saint Croix a Saint Lo; del periodo secondario le chiese di Livry, di Bieville, di Saint Germain le Pré a Parigi, di Saint Gilles, di Saint Martin a Lyon; del periodo terziario le chiese di Saint Denis, ecc.

 

In Germania lo stile si distingue secondo che le chiese sono voltate o no. Splendidi esempi sono la chiesa di S. Michele a Hildesheim, i Duomi di Brunswick, di Magdeburgo, di Magonza, di Worms, di Bonn e di Limburg.

 

In Austria le cattedrali di Bamberg e di Gurk.

 

In Spagna lo stile romanzo si sviluppò solo più tardi, perché in questo periodo essa era sotto la dominazione araba e quindi sotto l'influsso dell'arte araba.

 

In Italia fin da questo periodo s'inizia l'imitazione degli stili classici. L'arte romanza prende nome dalle diverse regioni in cui si sviluppa, lasciando trasparire gl'influssi degli stili precedenti.

In Lombardia fu più pura e fu chiamata lombarda o comacina (da una maestranza di operai muratori e scalpellini di Como). Le costruzioni principali e più belle sono: a Milano le chiese di S. Ambrogio e S. Eustorgio; di S. Abbondio a Como; di S. Zeno a Verona, le cattedrali di Ferrara, Modena e Piacenza e S. Michele a Pavia.

 

In Toscana lo stile prende il nome di pisano. Le migliori costruzioni sono il Duomo, il Battistero e il Campanile di Pisa, di S. Martino e S. Frediano a Lucca, di S. Maria della Pieve ad Arezzo, di S. Miniato al Monte e il Battistero a Firenze.

 

A questo stile appartengono anche molte belle chiese in Sardegna.

 

A Roma si continuò a costruire la basilica cristiana introducendo solo qualche elemento lombardo. I principali costruttori appartennero alla famiglia dei Cosmati (da Cosmai). Son da ricordarsi i chiostri di S. Giovanni in Laterano, di S. Paolo, di S. Lorenzo fuori le mura e moltissimi campanili.

 

In Sicilia poi e nell'Italia meridionale, lo stile romanico appare ancora meno puro, tanto quei monumenti risentono degli stili bizantino e normanno. Ricordiamo le cattedrali di Amalfi, di Molfetta, di Melfi, di Troja, di Foggia, di Benevento e di Bari, il Duomo, la chiesa di S. Spirito a Palermo e i Duomi di Monreale e Cefalù.

 

Breve accenno alla Scultura del periodo

 

Tra gli scultori decoratori sono da ricordarsi Benedetto Antelami che ornò il Duomo di Parma, Bonanno da Pisa autore delle porte del Duomo di Pisa, Barisano da Trani autore di quelle del Duomo di Monreale e di Ravello, Oderisio Berardo autore di quelle di Troja e Benevento e un Nicola che scolpì la facciata del Duomo di Modena e il portale di S. Zeno.

 

Breve accenno alla Pittura del periodo

 

Nella pittura il mosaico eclissa ancora l'affresco, infatti abbiamo bellissimi mosaici in Sicilia e a Roma. Sono famosi quelli di S. Maria di Trastevere, S. Giovanni in Laterano e S. Maria Maggiore di Iacopo Torriti. Tra gli affreschi i migliori sono quelli di Bonizzo nella chiesa di S. Urbano e nel Battistero di Parma.

 

 

 

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