Storia Illustrata dell'Architettura - Architettura Gotica

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Dizionario delle Opere Architettoniche: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

 

L'arte gotica è trasformazione degll'arte romanza, proveniente quindi dalla romana sebbene di questa conservi ben poco.

 

Scompare infatti quasi totalmente l'arco a pieno centro o a sesto intero e subentra l'arco a sesto acuto che è la più spiccata caratteristica dell'arte gotica, chiamata appunto da molti archiacuta od ogivale.

 

È, come tutti gli altri periodi, il riflesso dell'epoca storica cui appartiene ed è prodotto di maggior libertà e dell'affrancamento dal feudalesimo e dalle corporazioni religiose.

 

Infatti gli artefici sono laici, riuniti in maestranza e laici sono gli architetti della maggior parte dei quali ci è pervenuto anche il nome, segno evidente che l'individualismo comincia a farsi strada in arte, il che, come abbiamo visto, manca nei periodi precedenti.

 

I francesi e i tedeschi si disputarono e si disputano tuttora l'onore di aver dato i natali all'arte gotica. A noi basta solo accertare che l'arte gotica va in genere dal 1200 al 1500 circa; però in Italia ebbe sviluppo soltanto fino ai primi del 1400, epoca in cui si inizia il nostro Rinascimento.

 

Si può distinguere anche questo stile in tre periodi di un secolo circa ciascuno. I tedeschi dettero a questi periodi i nomi di severo, ricco e tardo, i francesi di primaire, rayonnant, flamboyant o fleuri: distinzione basata, oltre che sulla data, sulla maggiore o minore severità o ricchezza d'ornamenti.

 

Dando uno sguardo alle chiese gotiche vediamo che la loro planimetria non muta gran che; infatti la forma si conserva per lo più a croce latina, a tre navate (talvolta a cinque e più raramente a sette) con la navata centrale molto più alta delle laterali, circa della metà o un terzo.

 

Il coro è poligonale della stessa larghezza della navata maggiore e talvolta è circondato dalle navate laterali. La vera differenza fra le chiese di questo periodo e del precedente consiste nella tendenza delle varie parti di portarsi in alto, ragione per cui si usano sempre degli archi rampanti e dei contrafforti che consistono in piloni collocati all'esterno, là ove la spinta delle volte è maggiore.

 

Così i muri si poterono costruire più leggeri, furono fatti salire ad altezze mai raggiunte e vi furono aperte delle grandiose finestre bifore e trifore, cioè bipartite o tripartite da esili colonnine che sostengono un timpano riccamente traforato.

 

Altra caratteristica dello stile sono le vetrate policrome, di bellezza incomparabile, fatte apposta per temperare la luce ed accrescere il mistero nell'interno delle chiese.

 

Le volte sono assai sottili, ma rinforzate da costoloni che corrono longitudinalmente e traversalmente e poggiano all'esterno sui contrafforti e all'interno sui piloni (mai su colonne) di forma cilindrica, formati da un fascio di mezze colonne.

 

L'esterno è tipico: il portale centrale è diviso in due da una serie di colonne infisse al muro dette piantone e composto di altre colonne disposte a sguancio lateralmente e di un timpano adorno di bassorilievi e statue.

 

I campanili si innalzano sulla facciata stessa, o sul coro, o sul transetto (navata trasversale): in questo caso chiamansi cavalieri.

 

I tetti sono a spioventi e l'acqua è gettata lontana dai muri da ricche docce a forme stranissime di uomini e di animali.

 

L'architettura civile e militare ebbe nel periodo gotico larghissima applicazione. Con l'acquisto di maggior libertà e benessere i comuni, i monarchi, i ricchi borghesi pensarono a costruirsi magnifici palazzi, la cui parte principale resta sempre la facciata, per lo più adorna di torre e di fregi come quella d'una chiesa.

 

D'altra parte i Signori pensavano di fabbricarsi Castelli, in cui abitarono, e che, costretti dalle incursioni e dall'ambizione dei vicini, fortificarono: così sorgono le fortezze medioevali composte per lo più di un torrione centrale, circondato da torri secondarie o mura e tutto ciò attorniato da un fossato che si passa soltanto col ponte levatoio.

 

Erano costruzioni forti e massicce in cui però l'arte e le ornamentazioni propriamente dette, erano quasi del tutto assenti.

 

In quanto all'ornato di questo periodo, porte, finestre, archi rampanti e cornici sono tutti pieni di un'ornamentazione lussureggiante.

 

La flora e la fauna offrono agli artisti gotici materiale copiosissimo: le foglie di edera, di vite, di cardo, ecc., sono riprodotte dapprima al naturale, più tardi prendono diverso aspetto, si accartocciano, si arrotondano, si gonfiano quasi e invadono pinnacoli, guglie, frontoni, capitelli e cornici.

 

I pilastri sono sovente interrotti da piccoli tabernacoli, sormontati da un baldacchino, contenente delle statue rappresentanti vescovi, abati e principi.

 

Tra le principali chiese gotiche fuori d'Italia notiamo, in Francia: la cattedrale di Noyon (1160), Notre Dame di Parigi (1163), Notre Dame di Chàlons (1183), le cattedrali di Reims, di Chartres, di Laon, di Troyes, di Orléans, ecc., e la Sainte Chapelle di Parigi del secolo XIII.

 

In Germania e Austria le cattedrali di Colonia (1284), di Treviri (1227), di S. Elisabetta di Marburg (1235), di Friburgo (1300), di Strasburgo, di Ervino, di Steimbach, di Ratisbona, di Andrea Egl di Praga, di Mattia d'Arras, di Ulma, di Vienna, ecc.

 

In Inghilterra il gotico, introdotto da Guglielmo di Sens si sviluppò rapidissimo e si formò delle caratteristiche proprie, tanto che nel secolo XIII e XIV ebbe il nome di stile Tudor. Notevoli sono le cattedrali di Canterbury (1180), di Salisbury (1220), di York (1300) e di Westminster a Londra.

 

In Italia lo stile gotico pare sia stato introdotto dai frati cistercensi : è da notare però che non fu accolto in modo assoluto ma come sempre modificato secondo le tradizioni del paese in cui si svolge, sicché fa sempre capolino l'arte classica ed in modo così visibile che molti autori classificano gli architetti italiani di questo periodo come precursori del Rinascimento.

 

Ricordiamo fra le principali costruzioni gotiche la chiesa di S. Andrea di Vercelli (1219) gotica solo nell'interno, di S. Antonio in Padova, fra il gotico e il bizantino (1232), S. Francesco (1230) e S. Chiara in Assisi, il Duomo di Orvieto (1290) con la meravigliosa facciata di Pietro Maitani, il camposanto di Pisa (1270) di Giovanni Pisano e S. Maria della Spina pure in Pisa, a Firenze S. Trinità, S. Maria Novella, S. Croce (1294) quest'ultima di Arnolfo di Cambio, autore anche di S. Maria del Fiore continuata poi da Giotto, che le unì il campanile nel 1334, il Duomo di Napoli (1294) e continuando in ordine di data, a Bologna S. Petronio di Antonio di Vincenzo e S. Maria dei Servi di Andrea Manfredi, a Venezia S. Maria dei Frari (1330) e la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, ed infine il Duomo di Milano, quello che più si accosta al gotico nordico, fondato da Gian Galeazzo Visconti nel 1386 e non ancora completamente finito.

 

Fra i migliori palazzi e castelli sono da ricordarsi: i palazzi della città dì Gand, Louvain, Bruxelles, nei Paesi Bassi; in Germania è famoso il castello di Marienburg, e di castelli gotici è disseminata l'Inghilterra.

 

In Italia i palazzi comunali di Firenze, Siena, Como, Udine, Piacenza; le logge dei Lanzi a Firenze e dei Mercanti a Bologna; il Palazzo ducale, Foscari, Ca' d'oro, Caval Giustinian a Venezia e fra i castelli il Visconteo a Pavia, il Castel Nuovo a Napoli e l'Estense a Ferrara.

 

 

 

 

 

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