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Il Rinascimento è il rinnovamento artistico e letterario che si inizia in Italia alla fine del Medio Evo: è il ravvivarsi delle arti e delle scienze classiche in seguito al rifiorire degli studi dell'antichità.
Molte furono le cause che dettero origine a questo celebre gloriosissimo periodo dell'arte italiana e prima di tutte le condizioni stesse dell'Italia.
Infatti verso la fine del 300 l'Italia godeva di tutta quella libertà di cui è capace un popolo civile: giustamente si paragona questo al periodo aureo della storia greca. Il benessere regna in tutte le classi sociali: anche i contadini e gli artigiani godono di una prosperità che accenna ad aumentare.
Tutte le persone sono pervase da una attività straordinaria eppur metodica: le terre fertilissime vengono tutte lavorate; le repubbliche marinare imperano sul mare e portano in patria l'eco delle civiltà orientali; le guerre non sono cruente come nel medio evo; il sentimento religioso più temperato; persiste l'idea dell'unità italiana ed infine rinasce nei letterati l'amore per gli studi dei greci e dei romani.
Questo è dunque il periodo di preparazione del rinascimento, e molti critici d'arte danno il nome di primitivi agli artisti di questo periodo.
Nell'epoca successiva e cioè nel pieno 400, chiamato età aurea, muta la forma ma la sostanza non muta. Ai liberi Comuni subentrano Signori e Principi, la libertà è perduta, ma i cittadini non si lagnano della sua perdita perché la saggia amministrazione, la prosperità, l'esuberanza di vita in tante e tante città che hanno diritto al nome di capitale, l'organizzazione perfetta della società ed i grandiosi lavori di pubblica utilità, come ospedali, ospizi, scuole e porti, consolano largamente della perdita.
In questo periodo inoltre il borghese e l'artigiano sono ugualmente amanti del lusso, dell'eleganza e dei piaceri: sono anche studiosi e dotti, tant'è vero che giudicano un quadro, una statua e conoscono Dante.
La Chiesa aiuta lo svolgersi del rinascimento; molti papi furono umanisti, poiché umanisti si chiamarono gli studiosi delle lettere antiche risorte, nome che indica appunto il modo di considerare umanamente la natura e la vita; e gli umanisti letterati contribuirono potentemente allo sviluppo del rinascimento.
Caratteristica dell'arte nel 400 è l'individualismo tanto da parte degli artisti che dei letterati, condottieri e degli stessi artigiani; nasce in tutti il sentimento della personalità e il desiderio di gloria, per cui tutti ambiscono di avere un ritratto di autore da tramandare ai posteri, una casa affrescata da eminenti artisti ; e a somiglianza delle città antiche sorgono statue isolate nelle piazze, nelle vie e nei giardini.
Altro carattere del rinascimento è il realismo introdotto nell'arte, a differenza dell'età precedente in cui domina l'idealismo e dell'età susseguente in cui sono giustamente equilibrate le due tendenze.
Dal realismo del 400 sorge la necessità di profondo studio riguardante la tecnica, la prospettiva, l'anatomia, l'architettura. A tutto ciò aggiungasi infine il mecenatismo esercitato da tutte le corti e da moltissimi privati.
A Firenze, Cosimo e Lorenzo De Medici e gli altri nobili fra cui gli Strozzi; a Roma i papi fra cui Eugenio IV, Niccolo V, Pio II, Sisto IV e Innocenzo VIII.
Nelle Romagne e Marche, Sigismondo Malatesta e Federigo di Montefeltro; a Napoli, Alfonso d'Aragona, a Ferrara, Lionello e Borso d'Este; a Milano, Filippo Maria Visconti e Francesco e Galeazzo Maria Sforza, a Bologna, Giovanni II Bentivoglio ed infine a Padova e Venezia in cui vengono chiamati i maggiori artisti dell'epoca.
Nel 500, dopo la presa di Costantinopoli e la scoperta dell'America, l'Italia perde il monopolio del commercio, che viene ereditato dagli Spagnoli e dagli Inglesi; le invasioni degli stranieri danno l'ultimo crollo e per conseguenza il carattere degli italiani si infiacchisce e si rovina.
L'arte però non sente subito il contraccolpo di ciò, che proprio del 500 sono i più grandi artisti italiani come Bramante, Raffaello, Michelangelo, Leonardo da Vinci.
Pare strano che in un periodo di decadenza morale l'arte tocchi il culmine della sua gloria; ma ciò si deve in gran parte a ciò: che gli artisti italiani del 500 si trovano ad ereditare senza sforzo il frutto degli studi antecedenti, sono cioè padroni di tutti i segreti dell'arte.
Da notarsi, in quest'ultimo periodo, la
tendenza al colossale e quella ancor più spiccata, alla
personalità; sicché, se nei secoli precedenti non si definisce uno
stile che per un dato periodo di tempo, nel 500 invece ogni
grande artista trae uno stile proprio.
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