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Rex Maxon, tra Tarzan e Dinosauri di
Fabrizio Frosali |
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La scelta cadde infine su William Juhre ma non c’è stata evidenza che Foster abbia mai davvero rielaborato il lavoro eseguito. Dopo una partenza promettente però, l’operato di Juhre deteriorò enormemente: egli era molto probabilmente un disegnatore migliore di Maxon, ma non sentiva il personaggio, commetteva molti errori nella composizione delle vignette e indulgeva troppo in primi piani che nuocevano alla scorrevolezza della striscia; alla fine la risposta dei lettori non fu favorevole al cambio e, a furor di popolo Maxon fu richiamato…
Rex Maxon, Tarzan daily #1559, 1944
Tarzan Daily #2400
Maxon inoltre ne disegnò il primo numero ed è quindi responsabile della caratterizzazione di un personaggio che percorrerà molta strada. Nel corso degli anni molti sono i disegnatori che si occuparono di quest’eroe pellerossa che è rimasto intrappolato con l'amico Andar in una valle perduta popolata da mostri preistorici.
Ma nel 1962 Alberto Giolitti assunse la conduzione delle storie. Il nostro Maxon collaborò con lui (è particolarmente evidente nel numero del settembre-novembre 1962) e produsse anche una striscia educativa sugli animali preistorici, intitolata "Young earth".
Saltuariamente il suo lavoro continuò ad apparire su Turok, per quanto non è dato sapere se si trattasse di materiale che lui aveva già prodotto negli anni passati, o se fossero nuovi disegni.
Nel 1969 si trasferì a Londra dove eseguì molti quadri e ritratti. Tornò infine di nuovo in America, nel 1973. Allora, quali sono i meriti di Maxon? Dobbiamo per forza davvero ricordarlo come uno dei tanti anonimi artigiani che hanno popolato il mondo dei comics facendo bene o male sopravvivere i personaggi loro affidati nell’attesa di qualche maestro sempre più raro?
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