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Rex Maxon, tra Tarzan e Dinosauri di
Fabrizio Frosali |
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Io non direi così e basta il lavoro decennale su Tarzan a dimostrarlo: se il suo operato fosse stato davvero mediocre, sarebbe stato sollevato dall’incarico molto prima. Ma c’è anche una particolarità che è ascrivibile al disegnatore e solo a lui: MAXON E’ L’INIZIATORE DEL PARTICOLARE SOTTOGENERE CHE VA SOTTO IL NOME DI “DINOSAUR COMICS” In sintesi il merito del disegnatore, rilevato dal saggista Steve Bissette, è di “non aver ceduto alla tentazione di antropoformizzare le espressioni delle creature preistoriche“ Dobbiamo ricordare che già nel 1931 Maxon aveva disegnato animali preistorici nel suo adattamento del romanzo “Tarzan al centro della terra”, ma aveva fornito dei risultati risibili: Burroughs in particolare si era lamentato di lui per la sua quantomeno ridicola rappresentazione di uno stegosauro.
Ma nel numero 8 di “Turok son of stone” possiamo osservare una composizione del tutto diversa: a fianco della storia di Turok veniva, infatti, pubblicata come già ricordato la striscia parallela, composta di quattro pagine “Young Earth”, in questa sede, nel n. 8 appunto, fu presentata la storia, disegnata da Maxon, dal titolo “Danger at the nest” che narra di una madre Pteranodonte che difende il suo nido da un altro animale preistorico.
Ebbene, in questa piccola storia, il cui testo è dovuto ad un autore non identificato, forse Paul S. Newman, nasce qualcosa: non si tratta qui di semplice illustrazione di un testo didascalico, ma di una narrazione completa, con la perfetta fusione di un testo chiaro ed illustrazioni che ci presentano gli animali che provano delle sensazioni, come bestie appunto, ma mai cercando di umanizzarli; c’è anche l’elegante uso di balloons che ci presentano solo due parole ed indicano i versi che la madre emette per attirare lontano dal nido il predatore. Tutto questo dà realtà ed immediatezza alla scena e stabilisce il canone con cui i disegnatori di storie di dinosauri successivi, dovranno confrontarsi. Per la prima volta, infatti, si poterono vedere animali preistorici capaci di emozioni come furbizia, speranza o avidità, ma resi sempre e in ogni modo come animali, senza cioè l’espressività che è tipica dell’uomo e in una piccola misura in alcuni mammiferi. Un bel risultato per un autore che ha dato tanto al mondo dei comics senza eccessive pretese, e che però, forse ingiustamente, è caduto nel dimenticatoio ed è ricordato oggi solo da un piccolo numero di appassionati Fabrizio Frosali
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