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Torquato Tasso - I primordi della Letteratura Fantasy |
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Tasso Torquato - Sorrento, 1544-1595: 1 2 3 4
Ma poco dopo era a Roma, e nel '78 ancora a Ferrara e a Torino. L'anno dopo tornava a Ferrara: la nostalgia di quella Corte lo aveva ripreso e spinto nuovamente là con la speranza di liete accoglienze. Vi giunse nel febbraio, quando il duca celebrava le proprie nozze con Margherita Gonzaga e nessuno aveva mente per il folle poeta, che non riuscì nemmeno ad aver udienza da Alfonso. L'11 marzo, esasperato, il Tasso, spintosi nel castello, si diede a imprecare contro il duca e la sua famiglia con insensate minacce, e, condotto all'ospedale di S. Anna, fu incatenato, secondo l'uso dei tempi, come pazzo furioso.
Vi restò sette anni, alternando periodi di quiete, nei quali poteva ancora scrivere, ad accessi di delirio e di collera violenta; è stata sfatata la leggenda secondo cui la lunga prigionia sarebbe stata una vendetta del duca il quale avrebbe voluto così punire un amore nascosto del poeta per sua sorella Eleonora. Nel 1586 Vincenzo Gonzaga, cognato di Alfonso, ottenne per lui la libertà e lo condusse a Mantova, dove la sua salute sembrò migliorare.
Ma anche di là fuggì, ripreso da mania di persecuzione, e lo troviamo pellegrino a Bologna, a Loreto, a Roma, a Napoli, ancora a Roma, a Firenze, a Mantova. La sua attività letteraria, frattanto, non veniva meno ma si faceva fredda e retorica. Nel '94 Clemente VIII lo chiamava a Roma per attribuirgli l'incoronazione in Campidoglio, ma, prima che l'evento potesse realizzarsi, il poeta cadeva infermo; condotto per suo desiderio nel monastero di S. Onofrio sul Gianicolo, vi morì il 25 aprile del 1595.
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