Il primo indice del 1559
Tra i compiti
del
Sant'Uffizio,
istituito da
papa Paolo III
nel
1542, era
compresa la vigilanza sui libri. Nel
1559, sotto
papa Paolo IV,
venne pubblicato un indice dei libri e degli autori proibiti,
detto "Indice Paolino". L'elenco comprendeva l'intera opera
degli scrittori non cattolici, compresi i testi non di carattere
religioso, altri 126 titoli di 117 autori, di cui non veniva
tuttavia condannata l'intera opera, e 332 opere anonime.

Jan van de Velde II. Young witch. Engraving.
1626
Vi erano
inoltre elencate 45 edizioni proibite della
Bibbia e veniva
condannata l'intera produzione di 61 tipografi (prevalentemente
svizzeri e
tedeschi). Infine
si proibivano intere categorie di libri, come quelli di
astrologia o di
magia, mentre le
traduzioni della Bibbia in volgare potevano essere lette solo su
specifica licenza, concessa solo a chi conoscesse il
latino e non alle
donne.
Tra i libri
proibiti erano il "Decamerone"
di
Boccaccio, "Il
Novellino" di
Masuccio Salernitano
e tutte le opere di
Machiavelli, di
Rabelais e di
Erasmo da Rotterdam.
Il papa, che da
cardinale (Giampiero Carafa) era stato il primo direttore del
Sant'Uffizio, attribuì a quest'ultimo e alla sua rete locale
l'applicazione della proibizione, a scapito del potere dei
vescovi.