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a Cesare Lombroso
Illustre amico,
Quando, nello scorso
aprile, veniva celebrato il suo giubileo scientifico, rivedendo le
bozze di questo volumetto io pensavo di fargliene riverente omaggio
per unire la mia fioca voce di novelliere alle unanimi acclamazioni
degli Scienziati del mondo intero.
E m'induceva a questo non solamente l'antica affettuosa venerazione,
ma anche l'idea che il soggetto delle due novelle qui riunite,
avendo qualche relazione coi suoi ultimi spassionatissimi studi
intorno ai fenomeni psichici, dei quali abbiamo ragionato in Roma
ogni volta che ho avuto il piacere di rivederla, evitava all'omaggio
il difetto di una troppo grave stonatura.
Lo accetti, Illustre Amico, con la sua solita bontà, e mi creda
sempre
suo aff.mo
Luigi Capuana.
Catania, 28 giugno 1906
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