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L'incanto è rotto dalla Legge Miró, che soffoca il cinema indipendente spagnolo, alimentando da una parte il cinema d'importazione e dall'altra il cinema pornografico.
Per effetto di questa legge, tutte le pellicole classificate S, ossia di contenuto erotico ma senza scene hard, possono essere proiettate solo nei cinema a luci rosse, il cui pubblico ovviamente esige la presenza di scene porno.
In questa situazione Franco, insieme a Lina Romay, si trova quasi costretto a girare una decina di pellicole hard (quasi tutte tra il 1985 e il 1987), caratterizzate da una scrittura filmica talmente sciatta da apparire intenzionale.
Per nulla erotici, anche perché girati per lo più con attori non professionisti, questi film appaiono piuttosto come una messa a nudo dei banali meccanismi che regolano la pornografia.
Il più interessante è forse El Mirón y la exhibitionista, un film quasi muto girato con un realismo estremo, i cui protagonisti - il guardone e l'esibizionista - rispecchiano e svelano il rapporto tra spettatore e film porno, mettendo il primo di fronte a se stesso.
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