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1969-1975: cinema erotico sperimentale
In quest'avventura lo segue Soledad Miranda, una giovane attrice spagnola di autentico talento, destinata a morire tragicamente il 18 agosto 1970 e protagonista del suo film più famoso - Vampyros Lesbos - per altro non particolarmente amato dal regista.
I soggetti di molti dei quasi 50 film girati in questo periodo sono esplicitamente erotici, anche grazie al talento dell'attrice Lina Romay, l'inseparabile compagnia del regista, prima sul set poi nella vita.
Un erotismo tuttavia arricchito da una caratteristica vena esoterica o horror, nella quale abbondano le storie di vampirismo.
Spesso i produttori francesi e italiani aggiungono scene hard, per distribuire i film nei circuiti a luci rosse. Per contro, gli stessi film in Spagna sono pesantemente censurati, cosicché raramente siano in grado di vederli come li ha montati l'autore.
È un periodo di grande entusiasmo e creatività: le interviste del tempo rivelano un impulso rivoluzionario che va al di là degli aspetti tecnici.
Franco ormai lavora con sceneggiature minimalistiche, improvvisando sul set e montando i materiali filmici attraverso bande sonore fatte non solo di musica ma anche di vere e proprie partiture di rumori.
L'uso della camera a mano, manovrata dallo stesso regista, e dello zoom consente di girare rapidamente, il resto avviene in sala di montaggio.
Il ritmo narrativo spesso si dilata a dismisura e il film si trasforma in un poema di suoni e immagini.
Nel caso di Dracula prisonnier de Frankenstein Franco giunge ad un passo dal cinema muto.
Non mancano tuttavia le concessioni ad un cinema più facile e nello stesso periodo il regista gira in Spagna alcuni film di struttura più classica, tra i quali spicca Al otro lado del espejo, alla cui sceneggiatura Franco aveva già lavorato negli anni 60 con Carrière e che, totalmente stravolto, fu distribuito anche in Francia e in Italia, rispettivamente come film erotico e porno.
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