Storia della pornografia cinematografica
L'ambiente della cinematografia, ovviamente, sin dalla sua invenzione, si accorse del potenziale commerciale di questo genere pornografico ma la legge vietava produzione e distribuzione di pellicole a contenuto pornografico in tutte le nazioni del mondo. Persone facoltose finanziarono la produzione di poche pellicole porno che venivano acquistate e rivendute all'interno di una cerchia ristretta di ricchi appassionati del genere.
Nelle nazioni dove l'industria cinematografica si sviluppò presto si produssero tali pellicole che adesso valgono molto e sono custodite da esperti collezionisti: in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Svezia e Stati Uniti le prime pellicole pornografiche ossia con penetrazioni in primo piano si girarono nel 1900. Alcune copie, accuratamente restaurate, di pellicole così antiche sono visibili nei musei dedicati alla pornografia. In una pellicola italiana del periodo pionieristico e clandestino tra i collaboratori alle didascalie si legge chiaramente: Gabriele D'Annunzio.
La produzione pornografica, specialmente negli Stati Uniti, diventò un affare importante per la criminalità organizzata che riusciva a produrre e distribuire anche in notevole quantità: le autorità arrestavano produttori, registi, interpreti ma il mercato, dopo la seconda guerra mondiale, era così florido che i fuorilegge potevano permettersi lauti compensi a chi collaborava e soprattutto alle interpreti, che spesso erano prostitute di lusso, quindi, anche note in certi ambienti di potere.
L'altra decisiva e grande spinta alla produzione della pornografia legale venne dai movimenti hippy ossia naturisti, amanti della natura che si definivano figli dei fiori e avevano per motto: pace e amore. Da tale ambiente di contestatori, attivi soprattutto in California (Los Angeles e San Francisco), provengono i fratelli Mitchell, produttori di film pornografici e amici di Ted Kennedy, Candida Royalle, attrice e produttrice di porno, Larry Flint, editore e cineasta.
Le autorità della California si resero conto che ormai l'industria cinematografica di Los Angeles considerava il genere pornografico importante per il suo valore non solo commerciale ma anche culturale e politico, quindi, lo Stato della California legalizzò produzione e distribuzione di pellicole pornografiche nel 1970: da allora Los Angeles è stata ed è sempre il centro di produzione mondiale meglio organizzato per pellicole, videocassette, dischi digitali e la qualità di tali prodotti è apprezzata anche da registi che non girano pellicole pornografiche.
Il primo film pornografico, distribuito legalmente, realizzato negli Stati Uniti è stato Mona: girato nel 1970, esso durava poco meno di un'ora ed è pertanto da considerare un mediometraggio. I registi furono Bill Osco e Howard Ziehm, che utilizzarono i ricavi di tale pellicola per produrre il film cult Flesh Gordon. Nel 1972 venne realizzato Gola profonda con Linda Lovelace, che è tuttora uno dei film più conosciuti in assoluto. Da più parti si ritiene che il miglior film hard in assoluto sia The Opening of Misty Beethoven, noto anche come Misty Beethoven, una pellicola del 1976 diretta da Radley Metzger (con lo pseudonimo, in omaggio alla capitale della Francia, di Henry Paris), alcune parti della quale sono state girate a Roma.
È difficile stabilire quale sia stato il primo film pornografico, vero e proprio, cioè destinato alle sale cinematografiche, realizzato in Italia. Probabilmente si tratta di qualche film circolato nel nostro Paese in versione soft, ma girato in versione hard nelle copie destinate all'estero (forse già nei primi Anni Settanta). Un celebre caso di tale usanza è costituito dal film Emanuelle in America, di Joe d'Amato (pseudonimo di Aristide Massaccesi), che conteneva una scena hard girata da Marina Lotar. Forse il primo film girato in Italia in versione hard e circolato nelle sale cinematografiche nazionali è La parte più appetitosa del maschio, del 1979, diretto da Lorenzo Magnolia (con lo pseudonimo di Petunia Lawrence Hamilton), il quale, come attore, compare in La classe operaia va in paradiso, di Elio Petri. Questo particolare non deve stupire più di tanto, perché all'epoca era frequente la contiguità di chi operava (o aveva operato) nel cinema "normale" ed in quello hard, al punto che in queste pellicole si trovava a lavorare (quasi sempre in scene non pornografiche, e forse all'oscuro del fatto che tali scene sarebbero state girate e montate) anche più di un caratterista di non trascurabile notorietà. Il primato può essere anche attribuito al film I porno amori di Eva, di Giorgio Mille, circolato prima di quello di Magnolia, ma le cui scene di sesso esplicito erano assai limitate. A rendere più complessa la questione, il fatto che, per timore di sequestri, le pellicole venivano proiettate con scene più o meno esplicite a seconda della località. Il film italiano Sesso nero, diretto nel 1978 da Joe d'Amato, venne filmato nella Repubblica Dominicana e circolò in Italia solo a partire dal 1980.
Il primo spettacolo pornografico destinato al grande pubblico in Italia è stato Curve deliziose del 1986 con Cicciolina, Moana Pozzi e Malù-Ramba.

