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Karen Lancaume - Attrice - Porno Diva - Pornostar - pornostar francese |
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Karen Lancaume (Lione, 19 gennaio 1973 – Parigi, 28 gennaio 2005) è stata un'attrice pornografica francese.
Karen Lancaume è stata una significativa eccezione nel panorama hard internazionale: non ha mai tentato di diventare famosa né di pubblicizzare la sua immagine e di conseguenza ha spesso adottato nomi diversi venendo accreditata di volta in volta come Karen Bach (il suo vero nome), Karen Lacome, Karen Lacoume, Karen Lancom, Carene Lancome, Karen Lancoume o Angel Paris.
Tra i suoi film, spicca anche una produzione di denuncia contro il diffuso maschilismo: Baise moi - Scopami (2000).
Morì suicida nel 2005 proprio come il suo punto di riferimento nel mondo dell'hard, la pornostar statunitense Savannah, lasciando un biglietto d'addio per i genitori.
Era ospite a casa di amici parigini che hanno trovato nel week-end il suo corpo senza vita.
Biografia
Karen Lancaume era nata in una agiata famiglia borghese di Lione il 19 gennaio del 1973.
Dopo gli studi in economia e commercio si era sposata a 25 anni con un DJ parigino ed aveva interpretato un film porno in duetto col marito, da cui poi si era separata.
Tra il 1996 ed il 2003 lavorò nei «mattatoi a luci rosse» (come li definì lei stessa) e fu protagonista di trenta pellicole tra cui ebbero un certo successo La maledizione del castello, Una vita in vendita di Andrea Nobili, American Girl in Paris, Exhibition 99, World Sex Tour, Fuga dall'Albania di Mario Salieri, La feticista, La mantide religiosa, Hotdorix, La Marionette, Mad Sex e L'indecente all'inferno.
La scrittrice Virginie Despentes e la coregista Coralie Trinh Thi l'avevano successivamente scelta per interpretare il ruolo di Nadine, la protagonista del film Baise moi - Scopami: un hard-noir che aveva la velleità di raccontare l'odissea tragica di due vite in cerca di riscatto, fabbricando un visionario e impietoso ritratto della sindrome del cliente sciovinista.
Karen Lancaume divenne celebre nel mondo del cinema erotico per la caparbietà con cui impersonò Nadine, la «giustiziera della fallocrazia putrida» come venne successivamente ribattezzata.
Slip e reggiseno neri, capelli corvini raccolti sulla testa e una pistola di grosso calibro tra le mani, puntata in avanti con le braccia tese: fu proprio lei ad essere sul poster folgorante del film, distribuito perfino in Italia.
In duetto perfetto con Raffaela Anderson, Karen non solo si vendicava seriamente dei soprusi e delle umiliazioni subite a raffica (in stile Thelma & Louise) ornando camere di motel e sordide latrine di cadaveri, rigorosamente maschili.
Ma recuperava (sul piano immaginario simbolico) la sua dimensione umana perduta riuscendo, come solo i personaggi di Hershell Gordon Lewis o Russ Mayer sanno fare, a rendere astratto, pop, irrealistico, quasi mitologico e sacro, dunque fumettistico, il suo corpo e quel rito cruento, come fosse una fuoriuscita «sadiana» dall'alienazione.
L'interpretazione di quella «donna a una dimensione» le venne facile anche perché nel 1995 visse in prima persona un'esperienza simile a quella del suo personaggi, essendo stata vittima di una violenza di branco che lei stessa raccontò al quotidiano Liberation.
Dopo il successo di Baise moi - Scopami era tornata a lavorare nel mondo del porno, prendendo parte a tre film.
Poi, mentre si trovava nel XIV arrondissement di Parigi, decise di porre termine alla propria vita ingerendo una quantità notevole di sonniferi.
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