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Il Diavolo e le Streghe ossia Il Pregiudizio popolare delle Malie
Capitolo Primo: Fattuccheria in generale, il Diavolo e
le Streghe |
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Ad esporre ragionatamente ogni mio
pensiero in proposito, stimo bene di prendere la cosa un poco dall'alto,
e di accennare laconicamente la genesi della Fattucchieria
in rapporto a salute, in modo da esplicitare meglio ciò che
voglio, per il più facile, e buon successo di questo curioso, e
forse non disutile divisamento. E siccome avverte Cicerone, che
ogni ricerca, ogni disputa deve incominciare dalla definizione
della cosa, che ne è il soggetto; così io pur dirò in principio,
che nel nostro idioma, o meglio sia nel Lessico di Medicina, la
voce Affatturare non altro significa, che arrecare altrui danno
nella sanità a mezzo di malefici, o di venefici pur anco.
E così fu, che sul piedistallo della volgare, anzi comune ignoranza, innalzato a quello un bell'idolo, l'inchinò riverente, lo profumò coll'incenso, senza poi curarsi affatto del suo morale avvilimento in quelle prostrazioni codarde. Dunque, mi si addimanda, dunque un Genio malefico esiste, che ad intuito dell'Invido e del Geloso, direttamente ed indirettamente ancora strazia con malanni i miseri umani? Dunque questo malnato Genio ha in se tale e tanto potere infusivo nei suoi proseliti pure, da cangiare quasi in un istante il più robusto, e valoroso Atleta in debole. e languente omiciattolo; un'imbelle Donzella in un Ercole per forza, e per gagliardia; ed un paffuto, e rubicondo fanciullo in una semiscalfita Mummia d'Egitto?
Francisco De Goya - Adoration of the Great He-Goat, 1798 - particolare Madrid - Museo Fundacion Lazaro Galdiano
Dunque questo arcipessimo Genio è il gran depositario, e sconvolgitore di quel pestifero vaso che, asserenti i poeti, a Pandora Giove commise recar sulla terra? Dunque?... Dunque basta così; che io senza tema di sorta, entro difilato, e a visiera alzata nell'arringo, e così mi sdebito prestamente d'una risposta alla testé già fattami triplice inchiesta, mentre vado sin da ora a legittimare una conseguenza, che la si verrà a conoscere appresso. Sì, un Genio cattivo vi è: e a convincente prova io adduco la invariata credenza, che sempre n'ebbero tutti i popoli della terra.
Ma questo essere pessimissimo, egli è profondamente misterioso per la sua origine, per la sua essenza: e non potendosi concepire in astratto, come ben si dovrebbe, giova farsene un' idea tutta propria, tutta mentale, onde non dar di cozzo grottescamente nell' Iconografismo antilogico del mistico Levitismo. Sta il fatto a testimonio verace. Imperocché, nei simulacri di nostra Religione non tiene esso Diavolo la figura di grigio olivastro serpente sotto ai pie della Vergine?
Quella di negrissimo mostro con corna, coda, unghioni ed ali di pipistrello, che stringe forca, o tridente sotto all'Angelo S. Michele? Ed anco quella d'un satiro ghignoso, e beffardo dinanzi al Cristo digiunante nel deserto? Arrogi: in un tempo che già fu, nei cupi sotterranei della così detta sacra Inquisizione, non lo si dava a vedere sotto forma automatica d'uomo tempestoso e terribile, vestito con giubboncello verde, giustacuore scarlatto, ed un cappellotto alla calabrese con assai piume? Oh! si gridi pure all'impostura le mille volte!
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