Cerchi nel grano
Secondo Linda Moulton Howe's, Philip Mantle e Lucy Pringle lo strano fenomeno del ritrovamento di impronte geometriche nelle coltivazioni chiamate Cerchi Nel Grano (Crop Circles) si può ricondurre all'avvistamento o all’atterraggio di UFO, ma numerose persone: Matthew Williams e gli appartenenti al gruppo che gestiscono il sito web circlemakers.org nonché il famoso Team Satana, hanno confessato di avere costruito i cerchi nel grano con l'utilizzo di semplici strumenti. Gli ufologi che si interessano al fenomeno (Erling Strand, Jacques F. Vallee, Maurizio Baiata) preferiscono utilizzare il termine UAP (Unidentified Aerial Phenomena) ovvero "fenomeno aereo non identificato", poiché qualche volta alcuni testimoni sostengono di avere avvistato le cosiddette BOL (Ball of light: sfere di luce) in concomitanza con il ritrovamento di impronte geometriche nei raccolti. A questi collegamenti si sono aggiunte dicerie (non supportate da verifiche scientifiche) che vedevano queste BOL come concausa nella formazione dei cerchi nel grano. I fautori della spiegazione ufologica dei Cerchi Nel Grano ritengono che l'ipotesi di un semplice scherzo sarebbe da scartare e portano a sostengo della loro tesi il fatto che nell'area in questione verrebbero registrate particolari radiazioni, gli steli mostrano alterazioni strutturali inspiegabili (ma non risultano mai spezzati) e vengono trovati insetti morti all'interno dell'area interessata. Questi studi ripercorsi e controllati da Andrea Feliziani con il supporto del dipartimento di Energetica, del dipartimento di Scienza dei materiali e della terra e del laboratorio di Botanica dell’Università degli Studi di Ancona risultano, allo stato attuale delle indagini, severamente messi in discussione. Gli esperti del Cicap rifiutano la tesi delle presunte anomalie fisiche in quanto ritengono che i cerchi nel grano sarebbero realizzabili semplicemente con poche corde e qualche asse di legno e le inspiegabili alterazioni degli steli quando presenti sarebbero spiegabili da fenomeni di tipo ortotropico: quel processo che porta la pianta a crescere in direzione del sole. Gli steli poi non si spezzerebbero perché alcune volte le piante sono ancora acerbe e quindi sufficientemente elastiche. Ufficialmente, non sono mai state registrate radiazioni mentre per quanto riguarda gli insetti morti, ritrovati all’interno come all’esterno delle formazioni, la causa della morte sarebbe imputabile ad un fungo chiamato entomophthora muscae. Coloro che si interessano ai Crop Circles spesso coincidono con quelli che si interessano all’ufologia, ancora una volta, forse, per la componente misteriosa che in entrambi i casi avvolge le risposte di molti perché. È alla luce di interrogativi di questo tipo che i report e le testimonianze dovrebbero essere vagliati con le dovute cautele e presi in considerazioni sotto differenti punti di vista (scientifico e socio-antropologico) prima di diventare parte dell’immaginario collettivo. Lo studio va ampliato sotto il profilo antropologico e sociale da cui oggi lo studioso delle materie in esame, e più in generale della nostra contemporaneità, non si può esimere.
Cfr. Andrea Feliziani, Gabriella Giunta. Persi Nella Memoria, Mondadori Illustrati, Milano, Maggio 2006 e Francesco Grassi Il mistero delle mosche morte. www.francescograssi.com, www.cicap.org, www.cropcircles.it. A. Feliziani G. Giunta: “Il fenomeno Crop Circles: un processo di definizione del luogo antropologico” nell’ambito del laboratorio di Antropologia Culturale coordinato dalla Professoressa Lucilla Rami Ceci, facoltà di Scienza della Comunicazione Università di Roma “La Sapienza”.



















