Il fantasy italiano
Questo genere, tipicamente anglosassone ha avuto poca ricettività in Italia. Il nostro paese, forse anche in merito all'enorme influenza dell'estetica di Benedetto Croce , ha eretto un muro tra la letteratura "alta" e quella "di genere" per buona parte del 1900. Qualche esempio di letteratura ispirata da Poe e Lovecraft c'è stata, con il movimento della Scapigliatura, tuttavia, il gusto degli adulti italiani ha rifiutato la letteratura d'evasione fantastica, fino al boom della fantascienza degli anni sessanta e settanta (Urania) e, attraverso questa via, molto lentamente, si è sviluppato anche il fantasy, fino ad oggi in cui la scena è dominata da giovani autori con un bagaglio culturale all'insegna dalla cultura pop d'intrattenimento.
Un grande merito va, quindi, agli unici autori che, passando per il racconto popolare, hanno creduto nell'importanza del linguaggio fantastico nella letteratura italiana: Dino Buzzati e Italo Calvino.
Alcuni esempi contemporanei sono Valerio Evangelisti, Andrea D'Angelo, e Licia Troisi. Se tuttavia comprendiamo nel genere anche la narrativa fantastica per ragazzi, che sta avendo sempre un maggior successo sull'onda della saga di Harry Potter, allora dobbiamo comprendere anche alcune serie come quella di La Bambina della Sesta Luna e quella di Ulysses Moore che, a dispetto del nome, è italianissima.


