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Serse - Re di Persia |
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Serse
Re di Persia, succeduto al padre Dario nel 485 a. C.
Il primo avvenimento del suo regno fu la sottomissione dell'Egitto, che si era ribellato contro i Persiani. Serse lo ridusse all'obbedienza, e ne diede l'amministrazione al fratello Achemene.
Ma l'avvenimento di gran lunga più memorabile della vita di questo re, anzi uno dei più famosi della storia antica, è la spedizione contro la Grecia, che è stata narrata con minuziosa scrupolosità da Erodoto nelle sue Istorie.
Serse, che era considerato poco intellettuale e di animo infido, ma stracolmo di una smisurata ambizione, concepì il grandioso piano di conquista della Grecia, piano che preparò con tale larghezza di forze e con tale imponenza di mezzi, che non trovano forse precedenti nella storia antica.
Nella primavera dell'anno 481 si mosse il grande esercito persiano, formato dalle più diverse genti dell'impero, e scortato da una flotta di ben 1207 triremi, da Sardi, capitale della Persia occidentale, verso l'Ellesponto.
Qui giunto, attraversò lo stretto di Abido con un ponte che certo dovette essere un capolavoro d'ingegneria militare, come apprendiamo dalla minuta descrizione di Erodoto.
Superato l'Ellesponto (oggi stretto dei Dardanelli), il grandioso esercito continuò la marcia per la Tracia; nella pianura di Dorisco, non lungi dal mare Egeo, Serse lo passò in rivista.
Le sole fanterie raggiungevano l'inaudito numero di 500.000 uomini; la cavalleria di 80.000, oltre ai carri, i cammelli e gli sterminati servizi logistici.
Giunto alla penisola di Athos (oggi Haghion hòros, o Monte Santo nella Calcidica), Serse pensò di evitare alla flotta la circumnavigazione, che si riteneva particolarmente pericolosa per le tempeste, e con un'altra imponente opera di ingegneria fece tagliare con un canale l'istmo che unisce quella penisola alla terraferma.
Di qui per Tessalonica (odierna Salonicco) e Sepia, in Tessaglia, l'esercito persiano giunse al passo delle Termopili, dove si scontrò con l'avanguardia greca di Leonida e dei suoi trecento eroi spartani.
Trattenuto con le sue sterminate colonne in quelle insidiose gole, che possono veramente dirsi le porte dell'Ellade, Serse ebbe dall'esigua avanguardia greca una prima dura lezione, e solo per il tradimento di un Greco indigeno, certo Efialte (infame!), che mostrò agli invasori un sentiero attraverso le montagne dell'Eta, il suo esercito riuscì a superare l'accanita resistenza, piombando alle spalle di Leonida e facendo strage di lui e dei suoi strenui compagni.
Un altro scacco navale subivano intanto i Persiani al capo Artemisio, e un altro ancora le forze terrestri a Delfo.
Ma la battaglia decisiva doveva combattersi poco dopo (480 a. C.) nelle acque di Salamina, dove i Greci per consiglio di Temistocle si erano ritirati, lasciando che i Persiani distruggessero Tespia e Platea in Beozia, e la stessa capitale dell'Attica, Atene
Ridotto dopo la terribile sconfìtta di Salamina con meno di 100.000 uomini, Serse iniziò subito la ritirata, che lo condusse dopo venticinque giornate di marcia nuovamente in Asia.
Tornato in Persia, Serse vi morì, ucciso dal figlio Artabano, nel 465 a. C. |
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