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Cast - Trama - Critica e Valutazione Pastorale
ABBY The story of a woman possessed
noto anche come Possess My Soul (1974)
Origine: U.S.A. (1973) — Genere:
Drammatico — Produzione: William Girdler — Regia William Girdler — Interpreti:
William Marshall (I) nella parte di Bishop Garnet Williams Terry Carter (I)
nella parte di Reverend Emmett Williams Austin Stoker nella parte di Detective Cass Potter
Carol Speed nella parte di Abby Williams Juanita Moore nella parte di Miranda ’Mama’ Potter
Charles Kissinger nella parte di Doctor Hennings Elliott Moffitt nella
parte di Russell Nathan
Cook (I) nella parte di Taft Hassan Nancy Lee Owens nella parte di Mrs. Wiggins Claude
Fulkerson nella parte di Benny William P. Bradford nella parte di Doctor Rogers Bob Holt
nella parte di
The Demon (Voice) - Don
Henderson (II) nella parte di Flip Joan Holcombe nella parte di Lois Fletchen Kwanstic
nella parte di Student Bill Wilson (III) nella parte di Dan — Soggetto: William Girdler, G.
Cornell Layne — Sceneggiatura: G. Cornell Layne — Fotografia (normale,
technicolor): William Asman — Musica: Robert O. Ragland — Durata: 88' —
Distribuzione: Indipendenti Regionali.
Soggetto
Un pastore protestante,
appassionato di archeologia e di antropologia, nel corso di un viaggio
nella Nigeria trova e apre incautamente un cofanetto magico nel quale si
trova imprigionato lo spirito di una divinità demoniaca. Sorvolando i
continenti, il demonietto prende possesso del corpo di Abby, giovane
sposa di colore del figlio del pastore. Naturalmente il marito e gli
intimi di Abby, atterriti dalle aggressioni e dai disastri che la donna
provoca a Louisville e dintorni, prima ancora di comunicare
telefonicamente al suocero i guai da lui prodotti, sottopongono la
giovane donna a esami clinici e psichiatrici. Risultata inutile
qualsiasi cura, è lo stesso suocero ad accorrere e a impegnarsi in una
lotta che contrappone vittoriosamente le parolacce dello spirito immondo
agli esorcismi del reverendo.
Valutazione pastorale
Discutibile/ambiguo
II film, diretto
e interpretato da cineasti di colore degli U.S.A., è indiscutibilmente
uno dei tanti prodotti di imitazione. Lo schema, le prodezze diaboliche,
i tentativi di « scostumatezza », le reazioni dell'ossessa di fronte ai
comandi dati in nome del Dio « unico e vero », sono ricavati con la
carta carbone dal noto « L'esorcista » e compagni. Il tema della
presenza del Maligno in terra rimane assai secondario. La discutibilità
morale della pellicola è determinata visibilmente dalle scene che
descrivono gli eccessi di perversione della protagonista; e, ancor più
sostanzialmente, dall'ambigua mescolanza di cristianesimo e magia pagana
negli atteggiamenti e riti del pastore protestante.
da Segnalazioni
Cinematografiche - Centro Cattolico
Cinematografico
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