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Apocalypse domani (1980) - Regia Anthony Dawson (Antonio Margheriti) |
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Conosciuto anche con i seguenti titoli: Apocalipse Cannibal - Apocalipsis caníbal (Spain) - Apocalisse domani (Italy) - Cannibal Apocalipsis - Cannibal Apocalypse - Cannibal Massacre - Cannibals in the City - Cannibals in the Street - Invasion of the Fleshhunters - Savage Apocalypse - Savage Slaughterers - The Cannibals Are in the Streets - The Slaughterers Virus (Spain) -
(Vietato minori anni 18) Regia Anthony Dawson (Antonio Margheriti). Con: John Saxon nella parte di Norman Hopper - Elizabeth Turner nella parte di Jane Hopper - Giovanni Lombardo Radice nella parte di Charlie Bukowski (as John Morghen) - Cinzia De Carolis nella parte di Mary (as Cindy Hamilton) - Tony King nella parte di Tom Thompson - Wallace Wilkinson nella parte di Captain McCoy - Ramiro Oliveros nella parte di Dr. Phil Mendez (as Ray Williams) - John Geroson - May Heatherly nella parte di Helen - Ronnie Sanders - Vic Perkins - Jere Beery nella parte di Biker Leader - Joan Riordan nella parte di Aunt Tina - Lonnie R. Smith nella parte di Biker - Don Ruffin nella parte di Carlos — Soggetto: Maurizio Amati — Sceneggiatura: Darda-no Sacchetti, José Luis Martinez Molla — Fotografia: (panoramico-colore) Fernan-do Arribas — Musica: Alessandro Blonksteiner — Montaggio: Giorgio Serralonga — Durata: 96' — Origine: Italia (1980) — Produzione: Maurizio e Sandro Amati per New Fida Organization — Distribuzione: Eurocopfilms (1980).
Soggetto
Ad Atlanta (Georgia) vive l'ex capitano Norman Hopper con la moglie, Jane, giornalista presso una rete televisiva di attualità. Nel corso della guerra in Vietnam, Hopper ha salvato Charlie Bukowski e Tommy Thompson che, a differenza del loro capitano, sono rimasti gravemente scossi nella psiche e sono tuttora ospiti in una casa di cure psichiatriche. Un giorno, tuttavia, avvicinato maliziosamente dalla ninfetta Mary (che abita nella villa vicina con il fratellino Bobby, sotto la tutela della zia Tina), Norman la mordicchia. Nel frattempo Charlie, dimesso in prova data l'apparente calma, invade un super-mercato deserto e uccide due uomini. Hopper, accorso prontamente, ferma la mano omicida e consegna il Bukowski alla polizia. Nei giorni che seguono, diverse persone, morsicate da Charlie, si danno al cannibalismo. Norman, ormai preda del male contratto in Vietnam, libera Charlie, Tommy e la contagiata infermiera Hellen; quindi, con gli stessi, mediante i passaggi delle fognature cittadine cerca di raggiungere l'aeroporto per impadronirsi di un aereo e raggiungere il Vietnam. La polizia, però, ha scatenato una caccia ai cannibali. Solo Hopper rimane vivo e raggiunge la propria casa dove gli si aggiunge Jane. Sono disperati e Norman, dopo avere uccisa Jane, si suicida, Le forze cittadine respirano; ma non sanno che Mary e Bobby hanno divorato zia Tina e osservano malignamente dalla finestra della loro casa quanto sta accadendo.
Valutazione Pastorale Inaccettabile/malsano.
La sopravvivenza
dei contagiati minorenni prelude ad una seconda puntata di questo ibrido
prodotto che, mettendo insieme motivi "zombi" o "vampireschi" con
situazioni e sviluppi "polizieschi", sfrutta le devastazioni della psiche
prodotte dalla guerra vietnamita (cosa fatta già recentemente dallo
stesso
Antonio Margheriti con "L'ultimo cacciatore") per propinare
incredibili quanto morbose situazioni del più vieto "cannibalismo".
Naturalmente non è possibile raccogliere da questo demenziale
spettacolo, anche se girato con mezzi costosi all'americana, un
qualsiasi messaggio e, tanto meno, è credibile questo spostamento del
contagio vampiristico dalla Transilvania al Vietnam. Gli estremi per
ravvisare nella vicenda valori emblematici ci sono. Ma, data la natura
dei piatti "forti" propinati, noi siamo propensi a credere che il
contagio del vampirismo, nato forse dalle ricostruzioni realistiche di
Rene Cardona Jr., abbia colpito i nostrani Margheriti, Lucio Fulci,
Aristide Massaccesi e i produttori che finanziano queste operazioni
antisociali e anticinematografiche.
da Segnalazioni Cinematografiche del Centro Cattolico Cinematografico
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