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Assassino è costretto ad uccidere ancora, L' (1975) - The Dark Is Death's Friend (USA) - The Killer Must Strike Again Regia di Luigi Cozzi |
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Origine: Italia (1975) — Coproduzione: Albione Cinemca, Milano - Git. Int. Film, Milano - Paris Cannes Production, Parigi — Regia Luigi Cozzi — Interpreti: George Hilton nella parte di Giorgio Mainardi - Antoine Saint-John nella parte di The Killer (as Michel Antoine) - Femi Benussi nella parte di Dizzy Blonde - Cristina Galbo nella parte di Laura - Eduardo Fajardo nella parte di Police Inspector - Teresa Velázquez nella parte di Norma Mainardi - Alessio Orano nella parte di Luca - Dario Griachi - Luigi Antonio Guerra - Carla Mancini — Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Cozzi e Daniele Del Giudice — Fotografia (cinescope, technicolor): Riccardo Pallottini — Musica: Nando De Luca — Montaggio: Alberto Moro — Durata: 90' — Distribuzione: D.E.C.A.
Soggetto
L'architetto Giorgio Mainardi, indebitato sino al collo, tradisce la moglie Norma nonostante sia figlia del milionario dei cui soldi ha estremo bisogno. Una sera, casualmente l'adultero assiste alle operazioni per mezzo delle quali un killer di professione si sbarazza del cadavere di una donna facendolo affondare insieme ad una automobile. Ricattando l'assassino sconosciuto, Giorgio gli impone di uccidere Norma: ma questi, eseguita la prima parte della criminale impresa, viene derubato della macchina da Luca e Laura, due giovani che si dirigono al mare per spassarsela. Mentre la polizia tiene sotto controllo il sospetto architetto, il killer raggiunge i due incauti; violenta Laura e uccide una donna che si intromette involontariamente nella faccenda dopo un amoroso convegno con Luca. Laura, liberatasi dai lacci, riesce a sventrare l'assassino; quindi, insieme all'amichetto, si presenta alla polizia e denuncia i fatti. Giorgio, smascheratosi nella trappola tesagli dal commissario, viene arrestato.
Valutazione pastorale Inaccettabile/negativo
Il film, che avrebbe la pretesa di inserirsi fra i « thrilling all'italiana » (vedi Dario Argento) ma difetta di materia adeguata e di mezzi tecnici all'altezza, è un misto di improbabili casualità e di mezzucci terrorifici: porte non oliate e pronte a rinchiudersi da sole; animali impagliati che occhieggiano d'ogni dove; coltellacci da cucina in bella vista; succo di pomodoro a secchiate! Quando, con il sussidio dell'incredibile e dell'assurdità dei dialoghi, il lavoro non riesce involontariamente umoristico, finisce lo stesso per essere noioso. La negatività dello spettacolo non è soltanto esteriore, per via delle scene di violenza e di accoppiamenti spontanei o coatti, ma anche intrinseca: se inedificanti sono il killer e il mandante adultero, non meno immorali sono i « buoni ragazzi » che considerano il loro corpo come un giocattolo con cui divertirsi senza alcuno scrupolo.
da Segnalazioni Cinematografiche del Centro Cattolico Cinematografico
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