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Baba Yaga - Regia: Corrado Farina |
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Origine: Italia Coproduz.: 14 Luglio Cinematografica, Roma-Les Productions Simone Allouche, Parigi — Interpr.: Carrol Baker, George Eastman, Isabelle De Funes, Ely Galleani, Daniela Balzaretti, Mario M. Giorgetti, Sergio Masieri, Angela Covello, Cesarina Amendola — Soggetto e Sceneggiatura: Corrado Farina — Fotogr.: panoramica, eastmancolor) : Aiace Parolin — Musica: Piero Umiliani — Montaggio: Giuiio Berruti — Durata: 85' — Distribuz.: Jumbo Cinematografica.
Soggetto
Baba Yaga è una donna misteriosa che si inserisce fra Valentina, fotografa di fotoromanzi e di servizi giornalisti, contestatrice e tenace, e Arno, regista televisivo tuttofare, contestatore tiepido, inserito comodamente nel « sistema ». Valentina si reca a fotografare vecchi gioielli e anticaglie nella casa di Baba Yaga: vecchia e fatiscente la casa, vecchia e sfatta la donna. Baba Yaga dona alla ragazza una bambola anch'essa misteriosa, Annette, che sincronizzata con la macchina fotografica di Valentina, lancia sot-tilissime frecce capaci di uccidere o far ammalare mortalmente le vittime. Compiuti i misfatti, Annette, si trasforma da bambola in prosperosa ragazza. Chiamata da Baba Yaga a ricuperare una macchina fotografica, Valentina rinfaccia alla donna la magia nera e i crimini, ma quella afferma essere vittima e strumento di arcani poteri ai quali non si può sottrarre. In procinto di cadere vittima del raptus lesbico-sadico di Baba Yaga e Annette, Valentina è soccorsa da Arno: Annette ridiventa bambola e cade a pezzi, mentre Baba Yaga sprofonda in un buco del pavimento, fino all'inferno.
Valutazione pastorale
Realizzato con un certo gusto scenografico e fotografico, il film non ha altri meriti. Sulla falsariga dei fumetti sulfurei ed erotici di Guido Crepax, forse con intenti parodistici, ci si sforza di credere ai fenomeni preternaturali che fanno la delizia degli annoiati; ne risulta un prodotto di cattivo gusto che per il genere, le situazioni anomale, le inutili esibizioni di nudi, il dialogo fastidiosamente vacuo e presuntuoso assicura al malcapitato spettatore null'altro che una diseducativa perdita di tempo. IV; inaccettabile/negativo.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
Recensioni in lingua Inglese: da MRQE
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