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Bedazzled (1967) - Il mio amico il Diavolo - Regia Stanley Donen |
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Origine: Inghilterra — Produzione: Stanley Donen — Regia Stanley Donen — Interpreti: Peter Cook nella parte di George Spiggott/The Devil - Dudley Moore nella parte di Stanley Moon - Eleanor Bron nella parte di Margaret Spencer - Raquel Welch nella parte di Lilian Lust - Alba nella parte di Vanity (Sin #1) - Robert Russell nella parte di Anger (Sin #2) - Barry Humphries nella parte di Envy (Sin #3) - Parnell McGarry nella parte di Gluttony (Sin #4) - Danièle Noël nella parte di Avarice (Sin #5) - Howard Goorney nella parte di Sloth (Sin #6) - Michael Bates nella parte di Insp. Reg Clarke - Bernard Spear nella parte di Irving Moses - Robin Hawdon nella parte di Randolph (harp teacher) - Michael Trubshawe nella parte di Lord Dowdy - Evelyn Moore nella parte di Mrs. Wisby — Soggetto: da un racconto di Peter Cook, Dudley Moore — Sceneggiatura: Peter Cook — Fotografia (Panavision; Colore De Luxe): Austin Dempster — Musica: Dudley Moore —• Montaggio: Richard Marden — Durata: 103' — Distribuzione: Dear - U.A.
Soggetto Stanley Moon, giovane e timido
cuoco di una « tavola calda » londinese, è innamorato della
cameriera Margaret Spencer, ma non riesce a dichiararsi alla donna.
Avvilito, tenta di uccidersi quand'ecco apparirgli il
diavolo, sotto
le spoglie di George Spigott, e offrirgli, in cambio dell'anima, la
realizzazione di sette desideri. Stanley accetta, diventando di
volta in volta, un intellettuale, un ricco baronetto, un idolo della
canzone, un play boy, ma sempre fallendo, proprio per l'intervento
traditore di Spigott, la conquista di Margaret. I desideri
finiscono, e la sua anima sembra irrimediabilmente perduta. Ma il
diavolo ha un attimo di distrazione e di debolezza, e gliela rende.
Tornato quello di sempre, Stanley riesce ad avere da Margaret la
vaga promessa di un appuntamento. E' un film, gustoso,
dall'andamento un poco teatrale, ricco di situazioni comiche, ma
soprattutto di spirito sottile e malizioso. Ottima
l'interpretazione.
Giudizio Morale Un uomo deve essere se stesso
e deve riuscire nella vita con le proprie forze; fama, ricchezza,
successo non assicurano la felicità. Questo il positivo significato
di fondo del film. Purtroppo, alcune irriverenze, un atteggiamento
talvolta troppo confidenziale nei riguardi del soprannaturale e,
infine, la mancanza di misura nella rappresentazione del peccato di
lussuria, inducono a sconsigliarne la visione. da:
Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni
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