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Burnt Offerings (1976) - Ballata Macabra - Regia Dan Curtis |
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Origine: Gran Bretagna (1976) — Produzione: P.E.A Film — Regia Dan Curtis — Interpreti: Karen Black, Oliver Reed, Burgess Meredith, Eileen Heckart, Lee H. Montgomery, Dub Taylor, Bette Davis — Soggetto: Dan Curtis dal racconto di Robert Marasco — Sceneggiatura: William F. Nolan e Dan Curtis — Fotografia (panoramico, technicolor): Jacques Marquette — Musica: Robert Cobert — Montaggio: Dennis Virkler — Durata: 115' — Distribuzione: Titanus. Soggetto In
cerca di una casa di campagna in cui passare l'estate, Ben Rolfe e
la sua famiglia — la moglie Marion, il figlio dodicenne David, e una
zia del ragazzo, Elisabeth — incappano in una splendida villa con
piscina, immersa ne! verde di un grande parco. Le sole condizioni
che, in cambio di un fitto eccezionalmente modesto, i loro
proprietari pongono ai Rolfe, sono che gli ospiti abbiano cura della
villa e di una ottantacinquenne signora — la madre dei padroni di
casa — che vive solitaria in una stanza all'ultimo piano. Agli occhi
di Ben, la vantaggiosa offerta cela qualche inganno: di parere
opposto è Marion, cui quella insperata fortuna promette tre mesi di
sogno. I Rolfe si trasferiscono, dunque, nella villa. Mentre Marion,
però, che ne è sempre più innamorata, vi si dedica anima e corpo
(quanto alla vecchia proprietaria, non le riuscirà mai di vederla),
Ben si convince — dopo una serie di avvenimenti inspiegabili, resi
più terrificanti dal ritorno di certi suoi incubi infantili — che la
sua diffidenza era giustificata. Scampato David alla morte, in
circostanze misteriose, per asfissia; deceduta Elisabeth; Ben
convince finalmente Marion a tornare in città. Ma la casa non glielo
consente: moriranno perciò tutti e tre, poiché è il sacrificio di
vite umane quel che consente alla villa di conservare intatta la sua
bellezza.
Valutazione Pastorale Discutibile/ambiguo A parte la stravagante trovata
della casa-vampiro, dovuta allo scrittore Robert Marasco (il lavoro
è tratto da un suo racconto), il resto scorre, tra inutili
preziosismi formali, sui consueti binari dell'horror film, verso
un finale in cui sono concentrati i pochi momenti di suspense
dell'assurda vicenda e, anche, quegli elementi — come il gusto del
macabro — la rendono, come spettacolo, alquanto discutibile.
da:
Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni
Cinematografiche
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