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Campana del infierno, La (1973)
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due passi dall'Inferno |
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Conosciuto anche come: Bell from Hell, A - Bell of Hell, The - Cloche de l'enfer, La (France)
(Vietato minori anni 18) Regia: Claudio Guerin-Hill. Con: Renaud Verley (Jean, Viveca Lindfords (zia Marta), Alfredo Mayo (Pierre), Christine Betzner, Maribel Martin, Nuria Gimeno, Antonio Puga, Juan Gazalilla, Tino Gargia, Rosetta Vellisca. Soggetto e Sceneggiatura: Santiago Moncada — Fotografia: (colore-panoramico) Manuel Rojas — Musica: Adolfo Waitkrnan — Montaggio: Magdalena Pulido — Durata: 90' - Origine: Spagna/Francia (1973) - Produzione: Hesperia/Les Film La Boetie - Distribuzione: Telemondo/GeneraI ( 1976)
Soggetto Jean a 20 anni, per la morte della ricca madre, è erede di un cospicuo patrimonio che, tuttavia, viene amministrato dalla zia Marta la quale, più interessata alle ricchezze del nipote che non alla sua persona, trova il modo di farlo internare in una clinica psichiatrica. Due anni dopo, dimesso con l'impegno di periodiche apparizioni presso il giudice, Jean torna alla propria casa e per un certo periodo di tempo si impegna come garzone presso un macello. Nel frattempo viene a sapere che Elena, una donna alla quale era in certo modo legato, si è risposata con Pierre. Deciso a vendicarsi, il ragazzo invita nella villa zia Marta e le figlie Louise, Marie e Thérèse; quindi mette in esecuzione il diabolico piano minuziosamente predisposto. Attirata la zia, che è paralitica, la lascia in balia delle api che lui stesso ha eccitato. In quanto alle cuginette, Jean approfitta della morbosa attrazione che esercita su ciascuna di loro e le appende a dei ganci, come per animali da macello, Thérèse, la più vicina alla madre Marta e la più ostile al cugino, viene anche violentata. Il ragazzo, tuttavia, non trova il coraggio di consumare gli assassinii previsti. Zia Marta, sfigurata ma non uccisa, ne approfitta per chiamare Pierre e per far murare vivo Jean con una corda che lo lega alla campana nuova della chiesa. Quando il sacro bronzo da il suoi primi lugubri rintocchi, gli interessati pensano che Jean sia morto. L'ancora innamorata Louise abbandona mamma e sorelle. Qualcuno, però, afferra Pierre e lo fa annegare nella vasca dei pesci. Jean è vivo? Continuerà nella sua vendetta?
Valutazione Pastorale Si direbbe un film "maledetto" per ciò elle racconta e per le vicende che ne hanno accompagnata la tardiva uscita. Infatti, il regista 34enne, autore promettente e premiato a San Sebastiano per "La casa de Las Palomas", è morto durante le riprese relative alla campana che viene issata sul campanile e che nell'apologo simboleggia speranza e morte. La pellicola, importata con tre anni di ritardo, ha ottenuto il visto di censura nel 1976 ma è apparsa sporadicamente sugli schermi più tardi, passando da una distributrice all'altra. Tipicamente spagnola è poi la tragica avventura di Jean, vittima della cupidigia dei parenti e portato ad una sorta di lucida pazzia tanto dalle persecuzioni subite, quanto da molteplici fattori psicologici e sociali. Il regista - chiaramente i-spirato a famosi autori del surreale e dell'orrore (con preferenza per Bunuel) - ha dimostrato buone capacità nelle ambientazioni, nell'uso della fotografia e della musica, nella direzione degli attori anziani e giovani; ed è riuscito a mettere insieme uno spettacolo abbastanza sconvolgente e significativo, anche se fuori della realtà e non del tutto coerente. Proprio perché capace di coinvolgere, questa pellicola finisce per essere gravemente negativa per la presenza di comunicazioni malsane di vario tipo.
Inaccettabile/negativo.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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