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Camping del terrore (1987)
- Body Count - Camping della morte |
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(Vietato al minori degli anni 14) Regia: Ruggero Deodato. Con: Mimsy Farmer (Julian), Bruce Penhall, David Hess, Luisa Maneri, Andrew Lederer, Nicola Farron, Stefano Madia, John Steiner, Nancy Brilli, Charles Napier, Cynthia Thompson, Valentina Forte. Genere: Film dell'orrore - Soggetto: Alessandro Capone - Sceneggiatura: Dardano Sacchetti, Luca D'Alisera, Alessandro Capone — Fotografia: (Normale / a colori) Emilio Loffredo - Musica: Claudio Simonetti — Montaggio: Eugenio Alabixa — Durata: 86' 6 Origine: Italia (1987) - Produzione: Racing Pictures - Distribuzione: Titanus (1987).
Soggetto Un gruppo di ragazzi e ragazze arriva in roulotte in un camping in disarmo, gestito da una coppia non più molto giovane (Robert e Julian), di cui l'uomo non vede di buon occhio la chiassosa invasione. I ragazzi gli hanno riportato a casa il figlio, ex-soldato, casualmente incontrato per strada. Ma il luogo è tetro: undici anni prima un maniaco vi ha ucciso a coltellate due giovani e nessuno lo ha mai scovato. Nei dintorni si era parlato di un misterioso, inafferrabile sciamano, per il che da molto tempo Robert ha disseminato la boscaglia di trappole micidiali. L'arrivo dell'allegra brigata sembra scatenare di nuovo gli istinti omicidi dell'assassino: uno ad uno ragazzi e ragazze sono uccisi o all'aperto, o in una fatiscente baracca poco lontana dalla roulotte. È interessato alla vicenda anche lo sceriffo, da anni innamorato della ancora graziosa moglie di Robert. Solo la morte di quest'ultima arresterà la violenza dello sconosciuto, che compare sempre mascherato e che, finalmente colpito, morirà rivelando le sue vere fattezze: quelle del figlio di Robert e Julian, al quale la madre, sorpresa una volta nelle braccia dello sceriffo suo amante, aveva imposto il silenzio, condizionando quindi pesantemente una mente divenuta poi sconvolta. Da quel camping-cimitero Robert, pur gravemente ferito dalla moglie, riesce a fuggire, inseguito dalle grida minacciose dello sceriffo. Ma ecco tra gli alberi delinearsi ancora una volta la mostruosa apparizione di uno sciamano, munito di un'ascia e con un ghigno feroce.
Valutazione Pastorale Coltelli sanguinosi lunghi mezzo metro, con i quali vengono meticolosamente sgozzati alcuni giovani; allucinanti vasi di vetro contenenti reperti anatomici sotto spirito (una vera passione per l'assassino); nonché una baracca per le docce, che più sgangherata e sudicia non potrebbe essere e dove, tuttavia, questi giovani fanno a gara per andare a lavarsi e a farsi macellare, sono i riferimenti principali di questo film. Tutto punta sul truculen-to, sulle solite domande angosciate, oltre che sulle chiacchiere svagate e fatue dei campeggiatori, che cadono uno dopo l'altro, con grande sollazzo del criminale. La regia (di Ruggero Deodato) utilizza scene di terrore per tenere insieme 1 ordito della storia esequiale e le molteplici incongruenze e banalità.
Inaccettabile truculento
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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