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Cannibal Holocaust (1980) - Cannibal Holocaust (USA) - Regia: Ruggero Deodato |
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(Vietato minori anni 18) Regia: Ruggero Deodato. Con: Luca G. Barbareschi, Francesca Ciardi, e attori non professionisti. Soggetto e Sceneggiatura: Gianfranco Clerici — Fotografia: (panoramico-colore) Sergio D'Offizi — Musica: Riz Ortolani — Montaggio: Vincenzo Tornassi - Durata: 95' - Origine: Italia (1979) - Produzione: F.D. Cin. F.D. -Distribuzione: United Artists (1980).
Soggetto Finanziati da una stazione televisiva di New York nonché dall'università della stessa metropoli, quattro giovani si sono inoltrati in una zona sconosciuta dell'Amazzonia e non sono più tornati. Erano i tre operatori Alan, Jack e Mark, accompagnati dalla giornalista Shanda. Il prof. Munro, inviato degli Stati Uniti e accompagnato da due persone concesse dal governo locale, seguendo il probabile cammino percorso dagli scomparsi, raggiunge le tribù selvagge presso le quali trova tracce del passaggio dei quattro e raccoglie diverse bobine di pellicola della documentazione dagli stessi raccolta. Tornato presso i committenti con il materiale, prima di decidere se metterlo in onda, il Munro lo visiona e si trova davanti alla dimostrazione del perché i quattro giovani sono stati massacrati. Infatti, decisi a mettere insieme un materiale sensazionale e senza precedenti, hanno pazzescamente ucciso, stuprato, bruciato e provocato in ogni modo sino a che i cannibali non si sono rivoltati contro di loro. Non hanno neppure cessato di riprendere quando ad uno ad uno venivano dilaniati e mangiati.
Valutazione Pastorale Il film è nettamente diviso in due parti: una racconta la spedizione di ricerca del professore; l'altra, girata con accorgimenti che la facciano apparire quale reportage raccolto dai giovani (formato ridotto, code, interruzioni, eccetera), descrive le avventure, le pazzie e la tragedia della prima spedizione. Il lavoro, però, è doppiamente falso, in primo luogo perché tende a far passare per autentico un insieme di orripilanti scene che sono parto della fantasia da macellaio degli autori e sono delle ricostruzioni; in secondo luogo perché, mediante lo spettacolo aberrante di infinite perversità, vorrebbe contrabbandare una moralina di condanna delle disumanità che certi cineasti e certi giornalisti compiono in nome dell'informazione e dell'istruzione. Ovviamente, l'unica cosa accettabile di questo film è tale autocondanna! un particolare amaro, che, però, non lo giustifica da nessun punto di vista.
Inaccettabile/falso
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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