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Cat's Eye (1985) - L'Occhio del Gatto - Stephen King's Cat's Eye (1985) - Regia: Lewis Teague |
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Regia: Lewis Teague. Con: Drew Barrymore (Amanda), James Woods (Morrison), Alan King (dottor Donatti), Kenneth Mc Miliari (Cressner), Robert Hays (Norris), Candy Clark (Sally Ann), James Naugton (Hugh), Tony Munafo (Junk), Court Miller, Russell Horton, Patricia Benson, Mary D'Arcy, James Rebhorn. Genere: Fantastico — Soggetto e Sceneggiatura: Stephen King — Fotografia: (scope/a colori) Jack Cardiff — Musica: Alan Silvestri — Montaggio: Scott Conrad — Durata: 98' — Origine: Stati Uniti (1984) - Produzione: Martha J. Schumacher - Distribuzione: Filmauro (1985).
Soggetto Sono tre episodi, diversissimi l'uno dall'altro, che un gatto collega, diventando poi il deciso protagonista dell'ultimo. Nel primo vediamo un giovane uomo rivolgersi ad uno studio, nel quale si riesce a far perdere ai clienti il vizio del fumo. Ma la terapia è durissima e i malcapitati piombano in una vita da incubo, sono tallonati e spiati dagli addetti alla Società, guidata da un nevrotico e implacabile direttore, fino a subire veri e propri ricatti. E lo sfortunato di cui parliamo viene minacciato: o smette di fumare, o assisterà alle mille crudeltà cui saranno sottoposte la moglie e la sua bambina. Un piccolo anticipo - appunto la moglie da prima sequestrata e poi costretta a saltare a piedi nudi su di una grande griglia percorsa da scariche elettriche - il giovanotto dovrà pure goderselo (inorridito, ma impotente) al di là di una parete di vetro. Nel secondo episodio, Cressner, un vecchio ricchissimo che va matto per le scommesse più strampalate, si fa portare in casa un tennista, che egli sa essere l'amante della più giovane moglie e gli propone che, se riuscirà a fare il giro completo del cornicione del grattacielo in cui abita, avrà in premio la moglie e una montagna di dollari. Il tennista, senza possibilità di alternativa alcuna, non può che accettare e comincia il suo vertiginoso giro a 100 metri dal suolo, tartassato a più riprese dal maligno vecchio che se la spassa un mondo, investito dal vento e becchettato dai piccioni che si ritrova tra i piedi. Alla fine ha partita vinta, ma solo per scoprire che il suo avversario ha fatto, nel frattempo, uccidere la donna e sta per far fuori lui stesso. Il tennista reagisce e, a sua volta, obbliga il rivale a calarsi sul cornicione per compiere una analoga impresa. Ma il vecchio perde, per la prima volta in vita sua, la scommessa, sfracellandosi sull'asfalto. Episodio numero tre. In una villetta di campagna, vive con i genitori Amanda, una graziosa bambina. Ma questa non fa mai sogni tranquilli: a suo dire, un orribile mostriciattolo esce ogni notte dal muro dove sono appoggiati bambole e orsacchiotti di "peluche", per salire sul suo letto e prenderle il respiro. Il gatto del titolo, lasciata fortunosamente New York, arriva alla casa, Amanda insiste invano per tenerselo in camera, ma i suoi non vogliono e, anzi, con grande dolore della piccola, lo portano al Centro animali, perchè venga eliminato. Ma il gatto è furbo e riesce a scappare; poi, penetrando di notte in casa, lotta contro il perverso folletto (a cui naturalmente i genitori di Amanda non hanno mai creduto) e riesce finalmente a sbatterlo dentro un termo-ventilatore, sotto lo sguardo soddisfatto e finalmente rassicurato della bambina. I genitori esterrefatti troveranno sul pavimento i resti del mostriciattolo ed il gattone, riverito ed amatissimo, si installerà trionfante nella casa della sua piccola grande amica.
Valutazione Pastorale Da un Soggetto e sulla base della sceneggiatura del ben noto Stephen King, il regista Lewis Teague (si ricorderanno "Alligator" e "Cujo"), ha tratto questo "Occhio del gatto", gustoso, sciolto e divertente film, nel quale passeggia, miagola, si apposta e fa da padrone un micione tigrato di una simpatia e bravura unica. Più teso e sinistro il primo episodio, più burlesco e spassoso il secondo, con brividi da vertigine per quel cornicione, il cui perimetro sembra non finire mai, più fantastico il terzo nella stanza della piccola Amanda (Drew Barrymore), circondata dai suoi pupazzi allegroni ma terrorizzata nel sonno da una specie di minuscolo giullare che le sottrae il respiro. Siamo dunque in presenza di un film, in cui 1' "horror" sfuma i suoi aspetti nell'ironia, nel paradiso, come negli incubi dei sogni infantili, con uno stile narrativo peraltro molto abile ed elegante e con il risultato di divertire in ogni caso. Battute e trovate sono buone, molti gli effetti speciali, al di sopra di ogni immaginazione l'ennesima creatura di Carlo Rambaldi (il cattivo folletto) e, come si è già rilevato, straordinario il gatto, addestrato come meglio non si potrebbe. Tra gli Interpreti, oltre la tenera Amanda già citata, ricordiamo Kenneth McMillan, il milionario svitato.
Accettabile/semplice
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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