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Città dell'ultima paura, La (1975) - Regia: Carlo Ausino |
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Origine: Italia (1975) — Produzione: Vigorfilm — Regia: Carlo Ausino — Interpreti: Marisa Solinas nella parte di Eva - Emanuel Cannarsa nella parte di Aldo Morini - Mario Valdemarin nella parte di Valerio - Paul Teitcheid nella parte di Robby - Marisa Mauro - Alex Ferrero - Franco Andresini - Daniela Rimonda — Soggetto e Sceneggiatura: Carlo Ausino — Fotografia (cinescope, eastmancolor): Carlo Ausino — Musica: Oscar Giordanino, Valerio Filanci — Montaggio: Gianni Tanzarella — Durata: 75' — Distribuzione: Indipendenti Regionali.
Soggetto Aldo, nipote del ricchissimo e prepotente Valerio, è un ragazzo chiuso in se stesso e con la doppia passione della fotografia e della speleologia. Presente per caso all'incendio di un grosso stabile, scatta delle drammatiche fotografie che potrebbero farne la fortuna; ma le cede allo zio, rifiutando il compenso. Bazzicando nel giro delle fotomodelle dell'amico Robby, conosce Èva, ragazza-madre e amante di Valerio; se ne innamora e ha con la stessa una breve relazione. Recatosi in una grotta per fare delle fotografie scientifiche, subisce i contraccolpi di uno sconvolgimento tellurico provocato dallo scoppio di una bomba atomica. Quando rinviene e risale in superficie, le radiazioni hanno cancellato l'umanità dalla terra: Aldo Morini attraversa la Torino deserta, sino a che non cadrà sfinito e contaminato a sua volta.
Valutazione Pastorale Opera singolare e abbastanza interessante — soprattutto nella seconda parte — il film passa dalla descrizione di una società in dissoluzione morale (droga, sesso, divertimento vacuo, ecc.) a quella di un mondo fantascientifico dal quale l'umanità si è autocancellata tramite l'incontrollato uso della energia nucleare. Le due parti, ideologicamente consequenziali, non lo sono ugualmente sul piano formale e costituiscono sia la carenza stilistica sia la inaccettabilità morale. Nella parte di descrizione « moderna » il lavoro cede al luogo comune e contiene abbondanti scene di nudo e di relazioni intime, non sempre private di scabrosità dall'elegante fotografia; nella parte fantascientifica, la Torino dalle strade e piazze vuote alla De Chirico coglie un po' di sorpresa, ma finisce per suscitare consensi. Anche se rimangono nebulosi gli accenni contenuti nella penultima sequenza del dialogo del sopravvissuto con il Crocifisso e nell'ultima dei misteriosi personaggi che si intravedono accanto al cadavere di Aldo (sono sopravvissuti? sono un cenno di speranza?), il discorso fondamentale della pellicola è morale e accettabile. Dispiace, quindi, di dovere rifiutare l'intero spettacolo a causa degli elementi licenziosi che si sarebbero potuti trattare benissimo con maggiore pudicizia.
Inaccettabile/licenziosità
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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