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Coeur froid, Le (1977) - Paura - Regia di Henry Helman |
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Regia: Henry Helman Con: Maud Rayer nella parte di Nathalie - Johann Ménard nella parte di Serge - Maurice Germain nella parte di Marti, le père - Maria Laborit nella parte di Régine, femme de Marti - Michel Robin nella parte di Xavuer - Albert Médina nella parte di Casadepla - André Pousse nella parte di Le docteur - Elisabeth Kaza nella parte di Mlle Lauze - Catherine Seneur nella parte di Janine - Michel Dupleix nella parte di Le gardien (as Michel Duplaix) — Soggetto: Dal libro di G.J Arriaud — Sceneggiatura: Henri Helman e Maurice Germain — Fotografia: (panoramico-colore) Jean-Francois Hobin — Musica: Guy Boulanger — Mont.; José Pinheiro — Durata: 90' — Origine: Francia (1977) — Produzione: Les Productions Heldes — Distribuzione: Indipendenti Regionali (1979).
Soggetto Nathalie, giovane istitutrice-infermiera, a Parigi trascina in se stessa l'angoscioso dubbio di essere stata colpevole - torse per grave disattenzione -della morte di una sua piccola assistita. Quando viene imitata in provincia da una ricca famiglia per accudire al piccolo e handicappato Serge, la governante porta con sé, presso le rive della Loira, dubbi e angosce: ma ce la mette tutta. Però, di man in mano che Nathalie si affeziona al bambino e lo cura come autentica madre, da cento indizi viene edotta che non è stata scelta a caso: i suoi datori di lavoro, infatti, vogliono sbarazzarsi di Serge, orfano di madre e per varie ragioni ora considerato una scomoda presenza. Nathalie ricorda come, essendosi fatalmente addormentata, abbia involontariamente propiziata la morte della bambina il cui cadavere era poi stato trovato in un baule. Ora, alla paura di ripetere lo sbaglio, si aggiunge la crescente sensazione di essere al centro di una congiura che non risparmierebbe né il piccolo né lei. Con estremo coraggio e con amore ella lotta sino alla fine.
Valutazione pastorale Il regista, esordiente in questo ruolo, nel cinema ha già lavorato come assistente di Carne, Chabrol, Bertolucci e lo dimostra, anche se forse è un po' generoso l'appellativo datogli subito dai critici d'oltralpe di "Brian De Palma francese". Dai travagli inferiori della protagonista, l'autore riesce a trarre una tensione crescente, tra l'altro ben resa dagli altri elementi tecnici. L'ottima interpretazione della Rayer, inoltre, sottolineando ed esaltando le sue doti del tutto positive, controbilancia il quadro bieco costituito dagli altri personaggi.
Accettabile/realistico
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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