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Day of the Woman (1978) - Non
violentate Jennifer - |
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Regia: Meir Zarchi.
Con: Camille Keaton nella parte di Jennifer Hill - Eron Tabor nella parte di Johnny - Richard Pace nella parte di Matthew - Anthony Nichols nella parte di Stanley - Gunter Kleemann nella parte di Andy - Alexis Magnotti nella parte di Attendant's Wife - Tammy Zarchi nella parte di The Children - Terry Zarchi nella parte di The Children - Traci Ferrante nella parte di Waitress - Bill Tasgal nella parte di Porter - Isaac Agami nella parte di Butcher - Ronit Haviv nella parte di Supermarket Girl
Soggetto e Sceneggiatura: Meir Zarchi — Fotografia: (normale/colore) Yuru Haviv — Musica: Brani musicali dall'opera "Manon Lescaut" di Giacomo Puccini - Montaggio: Meri Zarchi - Durata: 93' - Origine: Stati Uniti (1983) - Produzione: Cinemagic Pictures - Distribuzione: D.M.V. (1984).
Soggetto
Una giovane giornalista americana - Jennifer - avendo deciso di scrivere un libro in santa pace e lontano dalla città in cui lavora, affitta una villetta immersa in un bosco. Carina e un po' provocante com'è, attira subito l'attenzione di quattro sfaccendati del vicino abitato, i quali pensano di spassarsela e un giorno la violentano a turno (salvo Matthew, lo scemo del villaggio, che non riesce nella nobile impresa). Ripresasi dallo stato di "choc" dopo l'allucinante avventura, Jennifer decide di vendicarsi. E lo farà sul terreno stesso (il sesso), che l'ha vista umiliata e perdente. Infatti, ricomparendo in macchina nei paraggi dove i quattro eroi stazionano nel loro ozio permanente, essa li attira uno dopo l'altro (Matthew per primo, strangolato ed impiccato nel momento in cui egli riesce infine a possederla) e, uno dopo l'altro, li uccide con mezzi e metodi altrettanto diversi, quanto raccapriccianti.
Valutazione pastorale (Vietato ai minori di anni 18) Inaccettabile/efferato
Film truculento e di una abietta violenza, basato su di una carica di tensione (che peraltro non scatta mai), su episodi e momenti di vera brutalità, nonché su effetti ed effettacci di sgradevolissima visione. La giovane Jennifer, da innocua quale era, si trasforma in lucida macchina del crimine, abbondando anche lei, nel nome della vendetta, in metodi e strumenti di morte orrendi. Par di capire che, nella lieta occasione, a Camille Keaton (sorella della più celebre Diane) e affidato una volta di più il ben noto messaggio, che vuole il cittadino americano più sicuro e difeso nel farsi giustizia da se e va pure da sé che nella dizione sono incluse le rappresentanti dell'altro sesso (non a caso il titolo originale del lavoro è, alla lettera, "Il giorno della donna"). Tra violenze, furie e sevizie ai limiti dell' "horror", restano impassibili un bel fiume e le folte foreste: unica cosa apprezzabile del film.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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