|
Dead of Winter (1987) - Omicidio allo specchio - Regia: Arthur Penn |
|||||||||
|
|
|
|
(Vietato ai minori degli anni 14) Regia: Arthur Penn Con: Mary Steenburger (Katie McGovern), Roddy McDowall (Murray), Jan Rubes (Joseph Lewis), William Russ, Ken Pogue, Wayne Robson, Sam Malkin, Mark Malone. Genere: Thrilling - Soggetto e Sceneggiatura: Mare Shrauger, Mark Malone - Fotografia: (Normale/a colori) Jan Weincke - Musica: Richard Einhorn - Montaggio: Rick Shaine -Durata: 100' - Origine: Stati Uniti (1987) - Produzione: John Bloomgarden Production -Distribuzione: Starfi M.P.M. Cinematografica (1988).
Soggetto Un'aspirante attrice - la giovane Katie McGovern - letto un annuncio su di un giornale, accetta di fare un provino, per sostituire Julie Ross, misteriosamente scomparsa. Prescelta da Murray per la sua straordinaria rassomiglianza con la Ross e lasciato a New York il marito, Katie arriva fra tormente di vento e di neve in una ricca villa sperduta tra i boschi di proprietà di un produttore, che circola per casa paralizzato in una carrozzella. Con un po' di trucco e il taglio dei capelli, la somiglianza con l'attrice scomparsa è perfetta. Presto però Katie capisce di essere caduta in un rischioso tranello: del film non se ne parla (le fanno girare solo una minuscola scena su video-cassetta); il produttore è in realtà il dottor Joseph Lewis (uno psichiatra); lei è praticamente sequestrata per scopi oscuri. Successivamente si sveglia (l'assistente Murray l'ha anestetizzata nel sonno) con un dito di meno. Poco a poco e malgrado il terrore che l'attanaglia, la infelice si rende conto di essere usata per altri scopi: le dicono che Julie Ross si è suicidata (ma in realtà la donna è stata uccisa e il suo cadavere Katie lo scoprirà in soffitta), mentre lei viene utilizzata per aiutare Lewis nel ricatto che questi ha ordito nei confronti di Evelyn, la sorella della defunta. E a quest'ultima, la quale ha fatto assassinare Julie per impadronirsi di una valigetta piena di denaro, che lo psichiatra ha inviato la video-cassetta girata con Katie, tanto da far credere ali assassina che la sua vittima è ancora in vita. Evelyn vuole uccidere il medico e si reca alla villa, intenzionata anche ad eliminare Katie, che crede sia Julia. Ma Katie uccide la donna, ne indossa le vesti ed elimina sia lo psichiatra, che il suo complice Murray. Nel frattempo il marito di Katie tramite indicazioni sommarie riuscirà, dopo un lungo viaggio, a individuare la villa e a fare intervenire la polizia, ritrovando la moglie ancora sotto choc per l'incubo passato.
Valutazione Pastorale Quando la pura striscia insidiosa come un serpe e l'atmosfera stessa determina impressioni da incubo, con angosce e paure oscure, non c'è bisogno di effettacci e truculenze. Così accade in questo film: il clima di paura e di tensione, le orribili sensazioni e intuizioni della donna sequestrata raggiungono i risultati voluti, con notazioni abbastanza indovinate. A parte la crudeltà del dito tagliato, vien fatto di pensare agli incubi che un tempo scaturivano da motivazioni o meccanismi differenti, o da trame criminali. Nel momento dei molteplici cadaveri la trama si rivela meno sottile e gli effetti più vistosi: l'orrore e le crudezze hanno così il sopravvento. Buona e pertinente la interpretazione dei due folli manigoldi, per cattiveria e ambiguità; ottima quella di Mary Steenburgen, non solo credibile e simpatica, ma qui bravissima.
Accettabile riserve/crudezze. Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
|
|
|
|