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Dead Ringers (1988) - Inseparabili - Alter ego (Canada) - Regia: David Cronenberg |
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(Vietato ai minori degli anni 14) Regia: David Cronenberg Interpreti: Jeremy Irons (Elliot/Beverlcy Mantle), Genevieve Bujold (Claire Niveau), Heidi Von Palleske, Barbara Gordon, Shirley Douglas, Nick Nichols, Stephen Lack, Lynne Cormack, Damir Andrei. Genere: Drammatico - Origine: Canada (1988) - Soggetto: Dal libro di Bari Wood, Jack Geasland - Sceneggiatura: David Cronenberg, Norma! Shider - Fotografia: (Normale/a colori) Peter Sushitzky — Musica: Howard Shore - Montaggio: Ronald Sanders - Durata: Ili" — Produzione: The Mantle Clinic II - Distribuzione: Medusa Distribuzione (1989).
Soggetto Elliot e Beverley Mantle, gemelli legatissimi fra loro, fanno ambedue i ginecologi. È praticamente impossibile il distinguerli, ma Elliot è il più forte e spregiudicato, impenitente donnaiolo con le clienti, mentre Beverley, più mite e particolarmente prezioso nelle ricerche che anche l'altro utilizza, appare dominato dalla figura del fratello quando si presenta alla clinica Claire Niveau un'attrice ninfomane dichiarata e affetta da una rarissima anomalia anatomica nel suo addome. La relazione fisica con Elliot è immediata e violenta. Alternandosi i due nel ruolo amatorio con Claire, fatalità vuole che il più fragile Beverley si innamori di lei (anche se la donna di nulla sembra accorgersi) tanto che il proprio rapporto con il fratello entra in crisi. Poi Claire, presa dal suo lavoro, si allontana e Beverley smarrito si lancia a capofitto nella spirale della droga. Elliot, pur di restare in sintonia con il gemello che assiste con cura,poco a poco diventa anche lui un tossicodipendente. La fine sarà tragica: Beverley uccide con uno degli strumenti chirurgici da lui inventati il fratello che ama e, dopo un ultima telefonata a Claire (che risponde, ma a cui nulla egli ormai può e vuole dire), rimane nella bella casa ridotta un immondezzaio, destinandosi all'autodistruzione.
Valutazione Pastorale Un'angoscia interiorizzata al massimo, una inquietudine sottesa, il narcisismo della coppia gemellare, la consapevolezza sempre salvaguardata gelosamente di una identità sostanziale ed esistenziale, per un "unicum" quasi misterioso (le cui radici sono nell'alveo materno), nel quale sono latenti venature di omosessualità, si evidenziano in questo film, dove il regista scandaglia con realismo anatomie corporali e morali, sottoponendo i due gemelli ad una indagine cruda, ma non priva di pietà. Non potendo essi vivere l'uno senza l'altro, la donna (una donna-oggetto, definita dall'uno come elemento di disturbo) separa lui che la natura aveva voluto unito. Cominciando ad abusare di anfetamine, Beverley nella sua prostrazione influenza e contagia il fratello. In fondo allo scabroso sentiero non vi è per i due gemelli che il buio di quella morte, che sola può liberarli separandoli, ma che al tempo stesso ne suggellerà nel mistero l'indistruttibile unità. In questa angoscia e nel processo regressivo di Elliot e Beverley - ormai intossicati, ma attratti l'uno dall'altro perfino nel ritrovare il piacere di gustare insieme un po' di dolce, come da ragazzi — avvince e prende alla gola il disegno psicologico dei due personaggi, poco a poco presi dal panico del "grande vuoto" ospitato dal corpo femminile, devastati dalle droghe e dal preciso sentimento di un destino oscuro e irreparabile. Jeremy Irons conferma qui trionfalmente le sue grandi qualità di attore: la sua è una prova formidabile, ovviamente in ambo i ruoli, scrupolosamente caratterizzati nella differenziazione delle sfumature. Fragile e delirante il suo Beverley, inventore di strumenti chirurgici da tortura medievale, vittima di un amore che egli intuisce come divaricante rispetto al profondo legame fraterno; spregiudicato e cinico nelle vesti di Elliot, il quale però alla fine si rivelerà più debole dell'altro. Tutto ciò con il complemento di una rara fotografia dai toni asettici, quasi sempre verdi e bluastri, preludi ad un finale da tragedia greca, con i due corpi in posizione fetale, tristemente in pace l'uno accanto all'altro, mentre il rosso appare qua e là volutamente condensato nella teatralità di camici e maschere da sala operatoria.
Discutibile/complesso/dibattiti. Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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