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Deep, The (1977) - Abissi - Regia: Peter Yates |
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Origine: U.S A. (1977) — Produzione: Peter Gru-ber - Regia: Peter Yates - Interpreti: Robert Shaw, Jacqueline Bisset, Nick Nolte Louis Gossett. Eli Wallach, Robert Tessier, Earl Maynard - Soggetto: Da un romanzo di Peter Benchley - Sceneggiatura: P. Benchley, Tracy Keenan Wynn - Fotografia: (scope-colore) Christopher Challis - Musica: John Barry - Montaggio' David Berlatsky - Durata: 130' - Distribuzione: Ceiad (1977).
Soggetto Gail e David sono due giovani amici che, in occasione delle vacanze alle isole Bermude, si divertono come dilettanti subacquei. Un giorno, nuotando dall'interno di una nave da carico affondata nel corso dell'ultima guerra mondiale senza accorgersi delle pericolose bombe racchiuse nel relitto, vi rinvengono una fiala di morfina e un medaglione spagnolo coniato nel 1714. Recatisi da Romer Treece, esperto in recuperi, per avere delucidazioni, ne ottengono l'amicizia e la protezione. Il ragazzo e la ragazza, infatti, sono incappati in una pericolosa avventure: il "Golia" è affondato portando con sé, oltre al carico di munizioni, anche 98.000 fiale di morfina (come attesta l'anziano Cassa da Morto, unico superstite della nave) che ora fanno gola all'avventuriero Cloche che le vorrebbe per trasformarle in eroina e commerciarle clandestinamente; inoltre, sotto la nave moderna si nasconde un carico francese che ai tempi di Filippo li nascondeva un tesoro della Duchessa di Parma. Perseguitati da Cloche, aiutati da Treece, insidiati da murene e da pescecani, Gail e David se la cavano per il rotto della cuffia e si assicurano il tesoro spagnolo.
Valutazione Pastorale Va detto subito che il film non si discosta, dal punto di vista pastorale, dalla più classica delle ricette dei film avventurosi: i buoni minacciati dalla natura e dai ben caratterizzati cattivi; momenti di tensione e di lotta (entro limiti tollerabili da chiunque); "happy end" finale con valore psicologico e morale insieme. Sotto questo profilo il lavoro sarebbe uno dei tanti adatti a riempire un pomeriggio privo di migliori interessi. La vicenda possiede risvolti non sempre credibili e non si presta ad essere un apologo di fenomeni umani o sociali. Lo spettacolo, viceversa, merita attenzione per il genere abbastanza recente e interessante cui appartiene: la grossa impresa tecnica di cui tanto l'industria hollywoodiana quanto la settantina di specialisti possono vantarsi. Gli attori e il regista sono stati costretti ad apprendere la disciplina pericolosa dell'immersione in profondità e, senza abituale ricorso a controfigure, hanno avuto il coraggio di sommare 10.780 ore di riprese sott'acqua. Sono stati usati 1 milione e 54.000 metri cubi d'aria compressa; è stata costruita una piscina di 40 m di diametro e 10 m di profondità, arricchita da centinaia di autentici pesci; sono state impiegate cineprese incredibilmente leggere e sofisticate, oltre a congegni di registrazione sonora stereo subacquei. Tutto questo meritava di essere conosciuto poiché, a nostro parere, il film si risolve in una buona lezione didattica sulle tecnica cinematografica oltre che sulle bellezze della natura.
Accettabile/realistico Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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