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Don't Look Now (1973) - A Venezia... un dicembre rosso shocking (Italy) - Regia: Nicolas Roeg |
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Origine: Inghilterra — CoProduzione: Casey Productions, Londra - Eldorado Films, Roma — Regia: Nicolas Roeg — Interpreti: Julie Christie, Donald Sutherland, Massimo Serato, Delia Matania, Leopoldo Trieste, Renato Scarpa, Hilary Mason, Bruno Cattaneo, Giorgio Trestini — Soggetto: dal libro « Non dopo mezzanotte » di Daphne du Maurier — Sceneggiatura: Allan Scott, Chris Bryant, Akos Tolnay — Fotografia (technicolor) : Luciano Tonti — Musica: Pino Do-naggio — Montaggio: Nicolas Roeg — Durata: 120' — Distribuzione: Indipendenti Regionali.
Soggetto Cristina, figlia dei coniugi John e Laura Baxter, sta annegando in uno stagno, mentre il padre accorre (invano) per salvarla, forte di un misterioso presagio della disgrazia. Trasferitisi da Londra a Venezia (l'altro figlio, Johnny, è stato messo in collegio), John lavora al restauro di una chiesa, Laura conosce e si lega sempre più a due sorelle, Wendy ed Hellen, poiché la seconda, cieca, le assicura di essere in grado di evocare la figliola morta. Questo rapporto, però, non è approvato da John, che vi vede la causa del peggioramento della salute psichica di sua moglie. L'uomo è ancor più preoccupato quando « vede » su un aeroplano Laura in compagnia delle due sorelle, dirette a Londra, perché è capitato un incidente a Johnny. Ma ad essere in pericolo, invece, è proprio lui: viene ucciso, infatti, da un maniaco, il cui delitto aveva « visto » durante visioni premonitori. Tornate a Venezia, Laura e le ormai sue amiche Wendy ed Hellen partecipano al funerale di John.
Valutazione Pastorale Il film, dopo un inizio pretenzioso che gioca leziosamente con le immagini e con un ricercato montaggio per analogie, si dimostra un drammone in cui telepatia e metapsichica servono unicamente per creare un clima torbido e allucinante di gusto assai decadente e privo di credibilità psicologica. Questa concezione dello spettacolo può essere ritenuta discutibile in parte per il suo genere letterario e cinematografico, ma la pellicola in sé merita una decisa condanna per la lunghissima e spudorata scena di amplesso tra i due protagonisti che il montaggio alterna con momenti più ordinari di vita e prolunga a dismisura, caricandola ulteriormente di sensualità. IV;
Inaccettabile/licenzioso
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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