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Dressed to Kill (1980) - Vestito per uccidere - Regia: Brian De Palma |
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Regia: Brian De Palma. Con: Michael Caine (Dott. Robert Elliott), Angie Dickinson (Kate Miller), Nancy AMen (Liz Blake), Keith Gordon (Pete), Dennis Franz (Tenente Marino), Mary Davenport. Genere: Thriller - Sceneggiatura: Brian De Palma — Fotografia: (technicolor) Ralf Bode — Musica: Pino Donaggio - Durata: 105' - Origine: USA (1980) - Distribuzione: Cinedaf (1981).
Soggetto Una bionda misteriosa uccisa a rasoiate, in ascensore, una donna di mezza età, Kate Miller, sessualmente insoddisfatta e, per questa ragione, assidua paziente di uno psicanalista, il dottor Robert Elliott. Al delitto assiste una giovane squillo, Liz Blake, che, per aver raccolto il rasoio insanguinato, è fortemente sospettata dal tenente di polizia Marino, che dirige le indagini. Mentre un altro dei suoi pazienti - un transessuale che si fa chiamare Bobby- telefona ad Elliott per dirgli di essere lui l'assassino di Kate e di voler uccidere, come pericolosa testimone del suo delitto, anche Liz. La ragazza e il figlio della morta, Peter, si danno da fare per scoprire chi sia il maniaco omicida. Quando Peter giunge alla conclusione che egli debba essere cercato fra i pazienti di Elliott, Liz, che per farlo ha bisogno di frugare nello schedario dello psicanalista, va da lui fingendo di aver bisogno delle sue cure. Poiché Bobby non è che Palter ego di Elliott - è questi il transessuale - la ragazza, consegnatasi da sola nelle mani del suo probabile assassino, sta per seguire la stessa sorte di Kate. Una valente collaboratrice di Marino, però, che per ordine del tenente aveva pedinato Liz, blocca tempestivamente la mano di Elliott, che finisce in manicomio. La giovane donna resterà per sempre segnata nell'animo dalla sua terribile esperienza.
Valutazione Pastorale E' un thriller non propriamente originale, ma sceneggiato, diretto e interpretato con sicuro mestiere e in cui la suspense è accortamente dosata, e, in alcune sequenze, scandita, in modo addirittura esemplare. Purtroppo, oltre a quella dose di violenza, che entro certi limiti è inscindibile da questo genere di storie, il film ha, in più, e senza alcuna vera necessità narrativa, una carica inconsueta in spettacoli destinati ai normali circuiti.
Inaccettabile/licenziosità Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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