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Empire of the Ants (1977) -
L'Impero delle Termiti Giganti |
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(Vietato minori anni 14) Origine: Usa (1977) — Produzione: Bert I. Gordon/AIP — Regia Bert I. Gordon — Interpreti: Joan Collins (Marilyn Fryser), Robert Lansing (Dan Stokely), John David Carson (Joe Morrison), Alberto Salmi (sceriffo Kincade), Jacqueline Scott (Margaret Ellis), Pamela Shoop (Co-reen Bradford), Robert Fine (Larry Granami, Edward Power (Charlie Pearson), Brooke Palance (Christine), Tom Fadden (Sam), Irene Tedrow (Velma), Har-ry Holcombe - Soggetto: da un racconto di H.G. Wells, tratto da B.l. Gordon — Sceneggiatura: Jack Turley — Fotografia: (panoramico-colore) Regianld Morris — Musica: Dana Kaproff - Montaggio: Michael Luciano — Durata: 100' — Distribuzione: Herald/Drai (1978).
Soggetto Marylyn Kryser, una giovane donna incaricata di vendere degli appezzamenti di terra lungo una zona balneare priva di interessi, è solita con-durvi gratuitamente per una scampagnata un drappello di eventuali clienti. Suoi collaboratori sono il cap. Dan Stokely e il giovanotto tuttofare Joe Morrison. Nella zona ove è situata la fatiscente "Dreamland Shores", a causa di un incauto deposito di scorie radioattiva, si sono moltiplicate delle termiti giganti che aggrediscono i gitanti. Mary e Tomas Lawson sono le prime vittime cui si aggiungono ben presto Christine e Charlie. Dan e Joe si prodigano per condurre in salvo Marilyn, Coreen, Margaret e Larry che, tuttavia, rimane per strada. Raggiunto uno zuccherificio gigantesco, i 5 superstiti scoprono che il padrone, coadiuvato dallo sceriffo Kincade, è a servizio delle termiti la cui regina soggioga il personale con la sorta di ipnosi in modo da costringere tutti a lavorare in funzioni dei voraci imenotteri. Ancora una volta Dan e Joe organizzano la reazione; perdono Marilyn, ma salvano Margaret e Coreen con le quali fuggono dallo zuccherificio incendiato.
Valutazione Pastorale Sceneggiato con scarsa inventiva, il film privilegia nella sua prima parte il drammatico vagare degli incauti visitatori e nella seconda si produce nella scontata lotta dove l'anziano lupo di mare e il baldo giovanotto fungono da "arrivano i nostri". Per quanto l'aspetto avventuroso sia così prevalente, la impressionante favola rimane ugualmente un monito contro gli uomini che, forzando dissennatamente il loro potere sulla natura, finiscono per diventarne schiavi. Alcune scene tipiche dei numerosi prodotti "ecologici" sono raccapriccianti e, per conseguenza, fanno sì che lo spettacolo non si addica ai più giovani il sistema nervoso dei quali potrebbe subire inutili scosse.
Accettabile/realistico.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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