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Enigma rosso (1978)
- Orgie des Todes |
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(Vietato minori anni 14) Regia Alberto Negrin. Con: Fabio Testi (Di Salvo), Ivan Desny, Bruno Alessandro, Jack Taylor, Christine Kaufmann, Fausta Avelli, Brigitte Wagner. Genere: Dramma criminale — Soggetto: D. Miguel De Echarri y Gamundi — Sceneggiatura: Marcello Coscia, Massimo Dallamano, Franco Ferrini, Stefano Ubezio, A. Negrin, Peter Berling — Fotografia: (scope-colore) Carlo Carlini, Eduardo Noè — Musica: Riz Ortolani — Montaggio: Paolo Boccio — Durata: 85' — Origine: Italia (1978) - Spegna -Germania Occidentale — Produzione: Daimo (Roma)-Midega (Madrid)-Filmkunst (Berlino) - Distribuzione: It.lt.Film (1978).
Soggetto Angela, una minorenne, viene trovata morta presso una diga, dopo essere stata violentata e barbaramente maciullata. Il Procuratore Roccaglio affida le indagini al commissario Di Salvo che, buttandosi a capofitto nel caso, come al solito diserta la propria abitazione e viene abbandonato dalla propria donna, Cristina. L'investigatore inizia le sue ricerche nel Collegio S. Teresa D'Avila, dove la vittima risiedeva e dove condivideva la propria vita con le amiche Franca, Paola e Virginia. Guardato con ostilità dalla preside e dai professori, il Di Salvo appunta i suoi sospetti su Max, un olandese che verrà ucciso. Da Emilia, la sorellina di Angela, il commissario riceve un diario e una serie di appuntamenti lo indirizza verso un atelier, diretto dal Signor Parravicino che, a sua volta, verrà eliminato. Anche Paola, una delle amiche, verrà uccisa. In quanto a Virginia, dopo un aborto clandestino, subirà un attentato e finirà in clinica; mentre Franca, dopo avere rischiato di rompersi il collo cadendo da cavallo, vivrà sola e nel terrore. Con molta fatica il poliziotto scoprirà che il colpevole della morte di Angela è il suo superiore, un Roccaglio solito a balletti con minorenni procurate dal Parravicino; ma scoprirà anche che gli assalti alle altre ragazze, amiche di Angela, sono stati portati dalla minuscola Emilia.
Valutazione Pastorale Il regista, noto per i suoi televisivi ("La risposta di Peppino Manca", "Il Picciotto", "Racket", "Processo per l'uccisione di Raffaele Sonzogno giornalista romano", "La rosa bianca"), è giunto agli schermi cinematografici con l'ultimo di tali prodotti: "Volontari per destinazione ignota". Fagocitato dal cinema commerciale, mentre conferma capacità tecniche degne di nota (quelle inerenti al giallo tipo Dario Argento), denota troppa docilità nei confronti delle esigenze prettamente commerciali e scandalistiche. Il Collegio della città-bene (ovviamente "religioso"!), il Procuratore Generale corrotto e assassinato, le minorenni viziate-ricche-corrotte, l'aborto clandestino, la bambina angelo-perfido, i professori amanti delle alunne: sono tutti quadretti possibili e, come tali, degni di serie trattazioni. Nel film, viceversa, appaiono unicamente quali fonti di grovigli di paura, di morbosità accese, di torbidi delitti. Assai si- gnificativamente e nonostante qualche taglio imposto dalla censura governativa, le giovanissime attrici finiscono per essere immolate non tanto ai sadici che operano in relative tenebre, quanto allo sguardo morboso degli spettatori.
Inaccettabile/negativo.
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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