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Ensetsu meiji jakyoden (1968) - Gli adoratori del sesso - Regia Michiyoshi Doi |
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Origine: Giappone — Produzione: Nikkatsu Corporation — Regia Michiyoshi Doi — Interpreti: Masaya Takahashi, Takako Uchida, Mitsuko Adi, Yumi Kanai — Soggetto e sconegg.: Teruji Shibata, Kohzo Uchida — Fotografia (tohoscope): Makoto Tsubota — Musica: Hirooki Ogawa — Montaggio: Katsuo Ibuki — Durata: 85' — Di-stribuz.: Indipendenti Regionali.
Soggetto Ogln e Okin, due sorelle che vivono cacciando serpenti, sono, per questo, considerate streghe e, come tali, da evitare. Nel loro villaggio a strapiombo sull'Oceano c'è un vecchio tempio in disuso, dedicato al dio del sesso, che un furfante, Denbei, pensa di ripristinare, per ingannare le donne più ingenue. Chiamato a dargli una mano, per le sue qualità oratorie e di seduttore, Takesiro, uscito da poco di galera, questi risveglia i sensi e il cuore di Okin, che gli si concede. Sbarazzatisi per sempre per superarne l'ostilità del vecchio guardiano del tempio, Denbei e Takesiro cominciano a trame profitto dalla loro impresa, macchiandosi d'altro sangue. Un giorno, inaspettatamente ritorna il marito di Okin assente da molto tempo: l'uomo, accortosi che la moglie è incinta e non per opera sua, giura di uccidere chi l'ha resa tale. Precipitatasi da Takesiro, Okin lo scongiura di condurla in città e, per convincerlo, gli offre tutto l'oro che lei e la sorella possiedono: recatesi a tirar fuori dal nascondiglio il loro piccolo tesoro, le due giovani, sorprese da Denbei che vuole ucciderle, si rifugiano in una vecchia miniera, subito bloccata da un crollo: nel tentativo di uscirne, Okin precipita da una rupe e muore. Takesiro e Denbei, ignorando che Ogin è riuscita a salvarsi, riprendono la loro lucrosa attività di sacerdoti del dio del sesso, dedicandosi ad una nuova devota venuta dalla città. In realtà costei nipote del guardiano ucciso è là per smascherarli e, con l'aiuto di Ogin, ci riesce. Opportunamente usati dalla loro cacciatrice, due serpenti provvedono a far giustizia sommaria di Denbei e Takesiro. Una vicenda melodrammatica, sceneggiata e diretta mediocremente.
Giudizio Morale L'amoralità dei personaggi, scene e situazioni inaccettabili motivano la classifica. IV
Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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