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Exorcist, The (1973) -
L'Esorcista |
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Origine: Stati Uniti (1973) — Genere: Drammatico — Produzione: Hoya Production — Regia William Friedkin — Interpreti: Ellen Burstyn nella parte di Chris MacNeil - Max von Sydow nella parte di Father Lancaster Merrin - Jason Miller nella parte di Father Damien Karras - Lee J. Cobb nella parte di Lieutenant William Kinderman - Kitty Winn nella parte di Sharon Spencer - Jack MacGowran nella parte di Burke Dennings - Linda Blair nella parte di Regan Teresa MacNeil - Reverend William O'Malley nella parte di Father Dyer - Barton Heyman nella parte di Dr. Klein - Peter Masterson nella parte di Dr. Barringer, Clinic Director (as Pete Masterson) - Rudolf Schündler nella parte di Karl - Gina Petrushka nella parte di Willi - Robert Symonds nella parte di Dr. Taney - Arthur Storch nella parte di Psychiatrist - Reverend Thomas Bermingham nella parte di Tom, President of University — Soggetto e Sceneggiatura: William Peter Blatty da una sua novella — Fotografia (panoramica, technicolor): Owen Roizman — Musica: Krysztof Penderecki, Hans Werner Henze e altri — Montaggio: Evan Lottman, Norman Gay — Durata: 120' — Distribuzione: PIC (1974).
Soggetto Regan, dodicenne figlia dell'attrice signora MacNeil, in occasione di un ricevimento in casa propria inesplicabilmente dimostra segni di squilibrio. La madre, preoccupata, ricorre a luminari che sottopongono la fanciulla sventurata a molteplici indagini e dolorose terapie, finendo per confessare l'incapacità della scienza. Rumori inesplicabili e altri fenomeni, le indagini di Kinderman sulla strana morte di un regista amico di famiglia, tutto induce la madre atea a ricorrere al padre genuita Karras. Questi, laureato in medicina e specializzato in psichiatria, tende a spiegare il caso di Regan come un fenomeno naturale; tuttavia, indotto da numerosi elementi, è costretto ad ammettere la « possessione » diabolica e a ricorrere al vescovo per l'esecuzione dell'esorcismo. Il rito viene compiuto da un anziano e preparato sacerdote con l'assistenza dello stesso Karras: Regan torna alla normalità; ma l'esorcista muore per apoplessia e padre Karras, a sua volta posseduto, si butta dalla finestra.
Valutazione Pastorale La sceneggiatura del film è stata curata dallo stesso P. Blatty, autore di un saggio di successo a sua volta basato su di un caso di « possessione » diabolica accaduto a Mount Rainier, nel Maryland, nel 1949. La realizzazione filmica va giudicata sotto profili diversi. Non si hanno ragioni per dubitare della obiettività dei fatti che, del resto, hanno numerosi riscontri nella cronaca ecclesiale antica e moderna e sono preceduti da episodi evangelici piuttosto espliciti sulle « libertà » concesse dalla Divina Provvidenza alle Potenze delle tenebre, libertà misteriose ed eccezionali che esteriorizzano a volte la perenne lotta del Bene contro il Male. E', inoltre, corretto ogni riferimento alla disciplina della Chiesa circa gli « esorcismi » (permessi, precauzioni, condizioni preliminari) e circa il rituale degli stessi. Va pure concesso che la sostanza teologica del lavoro è un giusto richiamo a motivi di fede oggi particolarmente negati o comodamente messi da parte: la realtà del peccato e del male in genere; la fede nella assoluta potenza divina e nell'efficacia dei riti sacramentali; la differenza di ambito della scienza e della religione con i limiti della prima rispetto alla seconda; la importanza della missione sacerdotale, ecc. Viceversa, si devono sollevare forti riserve sulla forma cinematografica adottata che, in contrasto con la positiva sostanza delle Tematiche, può indurre gli spettatori a reazioni emotive aberranti e persino ad interpretazioni contrastanti. Infatti, pur ammettendo che i fenomeni di « possesso » obiettivamente sono sconvolgenti manifestazioni del Male in tutta la sua brutalità, non è ammissibile che si giunga ad eccessi di realismo schermico tali da sconcertare e traumatizzare, oppure tali da suggerire odio e pietà insieme, tali da mescolare l'osceno con le riflessioni più composte e spirituali, tali da incutere orrore e commozione insieme. Per quanto possa essere miserabile lo stato di una vittima di Satana, lo schermo può descriverlo efficacemente anche senza il ricorso alla deprecazione, al turpiloquio, al rivoltante, all'osceno e al blasfemo. Discutibile/ambiguo. da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
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