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Eye of the Devil (1967) - 13 - Cerimonia per un delitto — Regia: J. Lee Thompson |
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Origine: Inghilterra — Produzione: Film Ways - Interpreti: Deborah Kerr, David Niven, Donald Pleasence, Edward Mulhare, Flora Robson, Emlyn Williams, Sharon Tate, David Hemmings, Johns Le Mesurier, Michael Miller — Soggetto: dal romanzo « Day of the Arrow » di Philip Loraine — Sceneggiatura: Robert Estridge, Dennis Murphy — Fotografia (Panoramica): Erwin Hillier — Musica: Gary Mc Farland — Montaggio: Ernest Walter — Durata: 90' - Distribuzione: M.G.M.
Soggetto Philippe de Montfaucon, marchese di Bellac, venuto a conoscenza che le sue vigne ancora una volta per il terzo anno consecutivo non hanno dato uva, parte immediatamente da Parigi per il suo feudo. Sua moglie Catherine decisa a raggiungerlo, insieme ai figli Jacques ed Antoinette giunge al castello di Bellac dove, accolta con freddezza dal marito, incontra due strani individui, il giovane arciere Christian de Caray e sua sorella Odile, che la terrorizzano con alcuni misteriosi poteri divinatori. L'atmosfera d'incubo aumenta nei giorni successivi, quando Catherine, assistendo a strane riunioni di uomini intenti a celebrare un rito mistico, scopre il conturbante segreto della famiglia di MontfauCon: per ottenere la fertilità delle vigne ogni primogenito si sacrifica volontariamente. Catherine, conscia della assurdità di tale credenza superstiziosa, lotta strenuamente per impedire il sacrificio del marito, ma è costretta ad assistervi impotente; e lo stesso Jacques, prima di ritornare con la madre a Parigi, pronuncia a sua volta il giuramento di fedeltà a questa strana tradizione della sua famiglia. Unendo elementi tipici del giallo e del trilling, il lavoro tende a descrivere un dramma violento ed allucinante che per questa sua stessa caratteristica esula dalla realtà. Tecnicamente accurato, il film, malgrado la sgradevole materia presentata, si fa notare per il fascino della fotografia e l'impeccabilità del suo meccanismo.
Giudizio Morale Molteplici elementi di magia nera e di superstizione, avvalorati da una conclusione fatalistica, rendono la pellicola eticamente nociva e la sua visione da sconsigliarsi. da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
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