|
Eyes of a Stranger (1981) - Gli Occhi dello Sconosciuto - Regia: Ken Wiederhorn |
|||||||||
|
|
|
|
Regia: Ken Wiederhorn. Con: Lauren Tewes nella parte di Jane Harris - Jennifer Jason Leigh nella parte di Tracy Harris - John DiSanti nella parte di Stanley Herbert - Peter DuPre nella parte di David - Gwen Lewis nella parte di Debbie - Kitty Lunn nella parte di Annette - Timothy Hawkins nella parte di Jeff - Ted Richert nella parte di Roger England - Toni Crabtree nella parte di Mona - Bob Small nella parte di Dr. Bob - Stella Rivera nella parte di una ballerina - Dan Fitzgerald nella parte di Bartender - Jose Baramonde nella parte di Jimmy - Luke Halpin nella parte di Tape Editor - Rhonda Flynn nella parte della donna in automobile — Soggetto: Mark Jackson, Eric L. Bloom — Sceneggiatura: Jessica Sack — Fotografia: (normale-colore) Mini Rojas — Musica: Richard Einhorn — Montaggio: Rick Shaine - Durata: 81' - Origine: USA (1980) - Produzione: Georgetown Productions, Ine — Distribuzione: Ricci & Marinelli/PIC (1981).
Soggetto A Miami e dintorni si aggira uno psicopatico, che uccide giovani donne sole. Una giornalista televisiva, Jane Harris, la cui sorella Tracy ha perduto vista, parola e udito per un trauma subito nell'infanzia - fu violentata -ha buone ragioni per pensare che l'assassino sia un suo vicino di casa, Stanley Herbert. Non riesce, però, a convincere della sua colpevolezza il proprio fidanzato, per cui decide di agire da sola, sia usando il telefono - informa il presunto maniaco di averlo smascherato, nella speranza che non uccida più, per paura -sia entrando in casa sua per procurarsi la prova certa dei suoi delitti. E' una condotta temeraria, che rischia di compromettere la vita di Tracy e la propria, eppure saranno proprio le due sorelle a liberare Miami dall'incubo del mostro. Il secondo trauma - Herbert stava per strangolarla - restituisce a Tracy i sensi perduti.
Valutazione Pastorale Non è paradosso affermare che se il film avesse una convincente dimensione estetica meriterebbe una Valutazione Pastorale più severa. In effetti la scarsa credibilità di certi particolari narrativi e dei personaggi agevolano nello spettatore un distacco critico e persino ironico col risultato di attenuare l'impatto di situazioni e immagini atroci e sanguinose. Dal racconto, privo di approfondimenti psicologici, non scaturisce alcuna lezione morale.
Discutibile/efferatezze. da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
|
|
|
|