|
Eyes of Laura Mars (1978) - Occhi di Laura Mars - Regia: Iryin Kershner |
|||||||||
|
|
|
|
Regia: Iryin Kershner. Con: Faye Dunaway nella parte di Laura Mars - Tommy Lee Jones nella parte di John Neville - Brad Dourif nella parte di Tommy Ludlow - Rene Auberjonois nella parte di Donald Phelps - Raul Julia nella parte di Michael Reisler (as R.J.) - Frank Adonis nella parte di Sal Volpe - Lisa Taylor nella parte di Michele - Darlanne Fluegel nella parte di Lulu - Rose Gregorio nella parte di Elaine Cassel - Bill Boggs nella parte di Himself - Steve Marachuk nella parte di Robert - Meg Mundy nella parte di Doris Spenser - Marilyn Meyers nella parte di Sheila Weissman - Gary Bayer nella parte di Reporter - Mitchell Edmonds nella parte di Reporter — Soggetto: John Carpenter Sceneggiatura: John Carpenter, Davi Zelag Goodman — Fotografia: (normale-colore) Victor J Kemper — Musica: Artie Kane (la canzone "Prisoner" é cantata da Barbara Streisand) — Montaggio: Michael Kahn - Durata: 99' - Origine: USA. (1978) - Produzione: Jon Peters per la Co-lumbia - Distribuzione: CEIAD (1978).
Soggetto Laura Mars, fotografa di alta moda, decisa a dimostrare come nella società contemporanea si sposino facilmente la violenza, lo snobismo e la pornografia, ha composto un libro-album di fotografie: "Occhi di Laura Mars". In " occasione dell'assassinio di Doris, Laura scopre la propria forza parapsichica che le permette di assistere televisivamente e in prima persona a delitti. Il fenomeno si ripete in occasione dell'uccisione di Elaine Cassell, l'editrice del libro. Presentatasi spontaneamente alla polizia, Laura conosce il tenente John Neville e ne diverrà l'amante. Intanto, sempre con le visioni misteriose della ricca fotografa, vengono assassinate le fotomodelle Lulu, Renée e Rita, seguite dall'impresario Donald. I sospetti si appuntato sull'ex marito di Laura. Michael Reisler, che si scopre amante di Flaine. Poi passano su Tommy Ludlow, l'autista di Laura, che ha un passato da manicomio criminale; ma il ragazzo viene ucciso dal serg. S"al Volpe, un poliziotto stolido e dalla pistola facile. Quando Laura teme di essere ormai l'unica vittima mancante alla nutrita collezione dell'imprendibile assassino, si trova di fronte al tenente John che, per fortuna, le ha regalato una pistola per legittima difesa e che la donna, terrorizzata, riesce ad usare perfettamente.
Valutazione Pastorale Il film, un thriller scritto con perfetta padronanza della materia e diretto con molta cura tecnica, possiede tutte le carte in regola per dare soddisfazioni agli appassionati del giallo in genere e a quelli in particolare che si dilettano del suo sottogenere più recente, vale a dire il paranormale. L'unico neo sembra essere, almeno sotto il profilo dello spettacolo, il risvolto sentimentale che, dopo avere rotto il clima torbido degli avvenimenti, mette di fronte a un finale quanto meno grottesco. Tuttavia, la perfezione dell'ingranaggio a tensione finisce per danneggiare il film nelle sue possibilità di impegno sociale. Anche se mantenuto nei quartieri alti di New York (Laura Mars abita al Central Park e possiede lo studio sull'Hudson), il racconto lascia intravedere una società assai decadente, causa di nevrosi per coloro che la popolano e di paranoiche rivolte da parte dei più che stolidamente aspirerebbero ad entrarvi. Ma l'interessante tema, non privo di risvolti persine inediti, viene tenuto in disparte dalla natura dello spettacolo. E la natura del divertimento, che per forza di cose finisce per nutrirsi di delitti violenti e di immagini provocanti, finisce per accarezzare gusti assai discutibili.
Discutibile/violenze. da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
|
|
|
|