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Fallen (1998) - Il Tocco del Male - Regia Gregory Hoblit |
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Interpreti: Denzel Washington, John Goodman, Donald Sutherland, James Gandolfini, Michael Pagan, Embeth Davidtz, Elias Koteas, Robert Joy, Gabriel Casseus, Aida Turturro
Il serial killer è stato giustiziato, ma allora chi commette quei delitti con la stessa tecnica?
Denzel contro Alazel. Il detective John Hobbes (Denzel Washington), poliziotto onesto e uomo di buona volontà, è perseguitato dal serial-killer che ha arrestato. Prima di entrare nella camera a gas, questi gli lancia una maledizione. Lo spirito malefico che lo possedeva, l'angelo decaduto Alazel, può invadere rapidamente un corpo dopo l'altro e minacciare a sorpresa l'agente: come riuscirà, John, a distinguere gli amici dal Nemico? Di più. Come potrà dimostrare che il colpevole di una nuova catena di omicidi è un essere soprannaturale, quando la polizia sospetta proprio di lui? Perfino il suo capo (Donald Sutherland) lo accusa; gli viene in aiuto soltanto una dolce professoressa di teologia (Embeth Davidtz), il cui padre era poliziotto e ha subito la stessa sorte di Hobbes. In testa alla cartella-stampa del Tocco del male c'è scritto che la produzione e i realizzatori "chiedono cortesemente la collaborazione della stampa, pregando i giornalisti di non rivelare il finale del film". Intesi, naturalmente. Però è giusto anche dire che quello diretto da Gregory Hoblit ("Schegge di paura") è un thriller metafisico con la tendenza a barare. In sostanza, bara perché la soluzione è affidata a un ribaltamento a sorpresa che riguarda la voce narrante (lo sceneggiatore, Nicholas Kazan, aveva già giocato largamente con l'ambiguità della voice-over nel "Mistero Von Bulow").Il che è da una parte troppo facile, dall'altra ha l'effetto di banalizzare il racconto e di renderlo languente. Del resto, lo spettatore smaliziato si divertirà più a fare ipotesi che a seguire i vari momenti del film, non sempre elettrizzanti o pieni di tensione. Gli verrà in mente, ad esempio, che quando si mette nel cast un tipo come John Goodman tra gli attori favoriti dei Coen, non ci si può poi limitare a dargli un piccolo ruolo da spalla dell'eroe. Ma lasciamo perdere, per non rispondere scortesemente alle legittime richieste della produzione e degli autori... Quel che si può aggiungere è che Hoblit, troppo prudente per un Soggetto di questo tipo, non osa lasciarsi andare troppo né nella direzione del fantastico, né il quella dell'horror. Benché alcune sequenze siano palesemente prese a prestito da "Seven" e le scene metafisiche vengano dritte dritte dagli "X-Files". Il tocco del male non raggiunge mai lo squallore poetico del primo, e neppure l'atmosfera cult dei secondi.
da la Repubblica (24/5/1998) Roberto Nepoti
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