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Fallen (1998) - Il Tocco del Male - Regia Gregory Hoblit |
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Interpreti: Denzel Washington, John Goodman, Donald Sutherland, James Gandolfini, Michael Pagan, Embeth Davidtz, Elias Koteas, Robert Joy, Gabriel Casseus, Aida Turturro
Ciak (1/6/1998) Valerio Guslandi Thriller dai risvolti demoniaci, questo diretto da Gregory Hoblit (già autore dell'interessante Schegge di paura): una storia di serial killer dagli strani poteri e di poliziotti sempre all'affannosa ricerca della verità (Denzel Washington a John Goodman). La sceneggiatura, scritta da Nicholas Kazan, fornisce a Hoblit un ottimo spunto per costruire un'intrigante pellicola, sottile e inquietante. Il tutto senza ricorrere ad effetti speciali per «creare l'atmosfera», ma affidandosi anche soltanto a una canzone degli Stones (Time On My Side) ripetuta ossessivamente in un balletto di anime possedute. La combinazione tra genere poliziesco e fantastico è ben calibrata, e se anche qualcosa nell'insospettabile finale non risulta del tutto coerente, il resto, dagli Interpreti alla fotografia, è di buon livello.
Film TV (8/7/1998) Fabrizio Liberti In una Philadelphia suburbana e anonima, il detective John Hobbes si trova a dover fronteggiare il demonio. se Hobbes (Tommaso) vedeva nello Stato di Natura la moderna versione del mostro biblico Leviatano, in questo thriller di Gregory Hoblit, il Leviatano torna alle origini. Tutto inizia con l'esecuzione di Edgar Reese, un serial killer fatto arrestare da Hobbes, ma nel suo corpo in realtà soggiorna Azazel, un demone in grado di trasferirsi liberamente da un corpo all'altro. Abbandonato l'ormai inutile corpo di Reese, il demone sbeffeggia Hobbes a suon di omicidi e indovinelli e attraverso un vertiginoso viaggio di possessioni corporee, lo perseguita negli affetti più profondi e tenta di screditarlo agli occhi della gente. E' diavolo solo in apparenza spiritoso questo Azazel, che ama cantare e danzare durante le sue trasmigrazioni con "Time is on My Side" dei Rolling Stones (straordinaria in tal senso la 'possessione' di John Goodman), ma il divertimento dura poco. C'è un senso di profonda angoscia in questa lotta senza quartiere contro il puro Male, che raggiunge il culmine quando Azazel, attraverso incessanti trasferimenti corporei, trascina l'impotente angelo laico Hobbes in un giroscopio vertiginoso che suscita un'ansia da accerchiamento pari a quella degli ultracorpi di Siegel.
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