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Fiume del grande caimano, Il (1979)
- Alligators - Big Alligator River |
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Regia: Sergio Martino. Con: Barbara Bach nella parte di Alice Brandt - Claudio Cassinelli nella parte di Daniel Nessel - Mel Ferrer nella parte di Joshua - Romano Puppo nella parte di Peter - Fabrizia Castagnoli nella parte di Minou's Mother - Enzo Fisichella nella parte di Lover of Minou's Mother - Lory Del Santo nella parte di Jane - Anny Papa - Bobby Rhodes nella parte di Joshua's man - Clara Colosimo nella parte di Tourist - Peter Boom nella parte di Tourist With Rifle - Giulia D'Angelo - Marco Mastantuono - Piero Jossa - Marco Giannoni — Soggetto e Sceneggiatura: Cesare Frugoni, Sergio Martino, Ernesto Castaldi — Fotografia: (cinescope-colore), Giancarlo Ferrando — Musica: Stelvio Cipriani — Montaggio: Eugenio Alabiso - Durata: 90' — Origine: Italia (1979) - Produzione: Dania/Medusa Distr. - Distribuzione: Medusa (1979).
Soggetto In una zona selvaggia subtropicale è stato costruito un complesso turistico chiamato Paradise House e l'organizzatore, Mr. Joshua, in occasione della sua inaugurazione fa venire il fotoreporter Daniel in compagnia della fotomodella di colore Sheena che devono occuparsi del lancio pubblicitario mondiale. Daniel, mentre si mette al lavoro, ha modo di parlare con Alice Brandt che è la direttrice dell'albergo ma anche una laureata in antropologia. E' lei, infatti, quella che conosce la mentalità e la lingua dei Cuma, gli indigeni che fino a quel momento si sono dimostrati amichevoli. Ma in una notte di luna piena, Daniel e Alice notano qualcosa di strano e si rendono conto della scomparsa di Sheena con un guerriero Cuma che si sono appartati nelle acque infestate da coccodrilli. Mr. Joshua, messo al corrente dai due, rifiuta di credere e proibisce di diffondere notizie che impedirebbero l'arrivo del primo gruppo di turisti. Daniel e Alice, guidati dal fratello del Cuma scomparso, raggiungono P. Jonathan, un missionario terrorizzato dalla strage della missione operata da una gigantesco caimano. Nella notte che segue l'arrivo dei turisti, gli indigeni si mettono sul sentiero di guerra e il caimano compie una strage mentre i turisti ballano in acqua, sulla zattera di Tarzan. Daniel e Alice, che sono riusciti ad uccidere il mostro, vengono accolti festosamente dai Cuma e pensano a rimpatriare i pochi superstiti.
Valutazione Pastorale Sergio Martino - che già con La montagna del dio cannibale e L'isola degli uomini pesce aveva dimostrato la vocazione per le avventure drammatiche e orripilanti in mondi esotici - qui gioca un brutto scherzo sia ai nervi degli spettatori, sia alle compiacenti autorità dello Sri Lanka. L'incredibile racconto, infatti, per propiziare occasioni di tragedia da Squalo si trasferisce in zone dove la natura è davvero attraente e tale da fare gola alle industrie turistiche in perenne ricerca dell'inedito; ma, d'altra parte, lo scatenarsi dei voraci mostri e di infidi indigeni (facili a passare dal sorriso all'uso delle armi mortali) può scoraggiare i clienti dal recarsi nel Paese dove il film è stato girato! Le scene di tragedia, comunque, non sono tali da impressionare troppo il pubblico abituato a questo genere di spettacolo; e la vicenda si snoda senza difficoltà morali.
Accettabile/realistico Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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