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Friday the 13th part III - Week-End di Terrore - Regia: Steve Miner |
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Regia: Steve Miner. Con: Dana Kimmell (Chris), Paul Kratka (Rik), Richard Brooker (Jason), Jef-frey Rogers (Andy), Catherine Parks (Vera), Larry Zerner (Shelly), David Katins (Chuck), Rachel Howard (Chili), Tracie Savage (Debbie), Terry Ballard (Secondo poliziotto), Perla Walter, (Sigora Samchel), David Wiley (Abel). Genere: Horror — Soggetto: Dai personaggi creati da Victor Miller e Ron Kurz — Sceneggiatura: Martin Kitrosser, Carorl Waston — Fotografia: (scope-colore) Gerald Feil — Musica: Harry Manfredini — Montaggio: George Hively — Durata: 92' — Origine: Stati Uniti (1982) -Produzione: Frank Mancuso Jr. - Distribuzione: C.I.C. (1983).
Soggetto Una comitiva di giovani va a trascorrere il week-end in una isolata baita di campagna, dove due anni prima una ragazza del gruppo e padrona della baita aveva subito una terribile esperienza. Il maniaco che essa, per legittima difesa, credeva di aver ucciso, è tuttora vivo e vaga nelle vicinanze della baita con l'unico scopo di uccidere chiunque incontri sul suo cammino. E il massacro si compie! Il demente si imbatte, uno alla volta, nei membri della comitiva e li uccide con i mezzi più vari, più feroci e impensati. Oltre al gruppo dei ragazzi in vacanza il maniaco sfoga la sua follia anche su tre malcapitati teppisti, che si avvicinano alla baia per vendicarsi di uno "sgarbo" usato loro da un membro della comitiva all'uscita da un drugstore. Abbiamo tempo di assistere anche ai macabri scherzi del buontempone della compagnia, che quando poi muore davvero ucciso dal sadico, non riesce a farsi prendere sul serio dal resto dei compagni che lo ritengono autore di un ennesimo, lugubre scherzo. Unica a salvarsi da tanto scempio è la padrona della baita, che già aveva avuto a che fare con il mostro. Essa riesce, dopo minuti di terrore e inseguimenti, ad uccidere ancora il maniaco, ma la sua mente ormai sarà sconvolta per sempre.
Valutazione Pastorale La proiezione del film è in tre dimensioni e, trattandosi di un film dell'horror, i soliti macabri avvenimenti vengono esaltati proprio da questa visione tridimensionale, che permette di cogliere la profondità degli ambienti e mette in rilievo certi primi piani, per cui lo spettatore vede accentuate le tante mostruosità che il film gli propone. Per creare nello spettatore un più intenso stato di "suspense", il regista Steve Miner propone talvolta sequenze lunghe e volutamente lente, ma inutili in quanto lo spettatore intuisce benissimo, fin dall'inizio del film, che tutti i protagonisti saranno condannati ad una morte violenta. Anche i vari modi di uccidere con forconi, accette, coltelli, punteruoli, energia elettrica, forza bruta delle mani che si stringono intorno al collo del malcapitato denotano un certo sadismo, quasi che il regista volesse divertirsi al gioco del massacro. Forse sospinto dai lusinghieri incassi dei due precedenti film dell'horror, diretti da Sean S. Cunningham e dallo stesso Steve Miner, il regista ha tentato ancora il colpo con questo terzo film, ma ne è venuto fuori uno spettacolo che ricalca troppo le orme dei precedenti e che forse anche gli appassionati di tale genere di film troveranno ormai logoro e privo di inventiva. Comunque tutto il film è pervaso da un gusto malsano della violenza per la violenza e in tanta violenza, con l'aggiunta di sadismo, terrore e un pizzico di erotismo il film non presenta alcun valore positivo per cui lo si può giudicare del tutto inaccettabile.
Inaccettabile/malsano Da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche - Valutazioni Pastorali
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