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Gatto dagli occhi di giada, Il (1977)
- Cat with the Jade Eyes, The |
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(Vietato minori anni 14) Origine: Italia (1977) — Produzione: Elis cin. — Regia: Antonio Bido — Interpreti: Corrado Pani, Paola Tedesco, Franco Citti, Fernando Cerulli, Giuseppe Addobbati, Gianfranco Bullo, Yill Pratt, Inna Alexeiva, Bianca Toccafondi — Soggetto: Vittorio Schiraldì — Sceneggiatura: V. Schiraldi, A. Bido, Ro- > berto Natale, Aldo Serio — Fotografia: (vistavision-technpspes) Mario Vulpiani — Musica: Trans Europa Express — Montaggio: Maurizio Tedesco — Durata: 1 10' - Distribuzione: P.A.C. (1977).
Soggetto Mara, giovane attrice di cabaret, recandosi dal farmacista Biagio Dezzan, intravede l'assassino del medesimo. Sottoposta ad aggressioni fortunosamente fallite, la donna si rivolge all'amico Lukas al quale, esperto di sincronizzazioni sono-magnetiche, si rivolge anche un altro perseguitato, l'usuraio Giovanni Bozzi. Nel frattempo viene uccisa anche l'insegnante Smeralda Messori. Lukas, dopo avere scoperto che le due vittime e il Bozzi avevano tutti fatto parte della giuria popolare che aveva condannato l'innocente Pasquale Ferrante, indirizza i suoi sospetti su di questo che nel frattempo era fuggito dal carcere; anzi, incautamente rivela i propri sospetti al giudice del medesimo processo. Chiamato a Padova dal Buozzi, Lukas lo trova assassinato ma riesce a interrogare delle anziane signore che lo portano a scoprire la verità: il Dezzan, la Messori e il Bozzi furono, nel corso dell'ultima guerra, i delatori della famiglia ebrea del futuro giudice. Tornato a Roma, Lukas salva Mara, raccoglie la confessione del giudice e del figlio, esecutore materiale delle vendette; quindi assiste alla loro morte.
Valutazione Pastorale Non del tutto insufficiente, grazie agli specchi delle imitazioni su cui visibilmente si arrampica, questo thrilling alla Dario Argento crea la tensione drammatica non mediante l'intrigo e le situazioni, bensì con l'artificio di trucchetti peraltro arcinoti: porte che non si aprono quando dovrebbero e viceversa, rumori umani in abbondanza, passi felpati, e così via, con l'intrusione di primi piani d'occhi di un gatto che non si saprà mai da dove uscito. E' uno spettacolo concepito espressamente per urtare il sistema nervoso dello spettatore al quale poi non offre nella di sostanzioso poiché anche il tema razziale e la disumanità di nazisti o di traditori sono introdotti nella spiegazione in extremis, senza che in precedenza abbiano a sostanziare i fatti. Corretto nel suono complesso, il lavoro merita delle riserve morali per le truculenti scene d'assassinio e per la tesi della vendetta perseguita coscientemente sino a e-splodere a distanza di decenni, nonché trasmessa da padre in figlio.
Discutibile/ violenze.
da: Centro Cattolico Cinematografico - Segnalazioni Cinematografiche
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